Il Ring Around Quartet & Consort esegue una selezione di frottole dai temi popolareggianti nella chiesa milanese di Sant’Alessandro


di Cecilia Malatesta


Evidentemente esiste la diffusa convinzione che il pubblico della musica antica sia fatto di pensionati o di disoccupati. Facciamocene una ragione: quest’anno MiTo ha proposto una serie di interessanti concerti di musica pre-barocca, tutti rigorosamente in giorno feriale, tutti in (s)comodo orario pomeridiano (ore 15.00 e replica alle 17.00). Degli appuntamenti previsti – per citarne alcuni, l’Ensemble Peregrina con estampidas e mottetti medievali, l’Accademia d’Arcadia con un concerto su Galileo, la ʽCartolina da Firenzeʼ dedicata a Gualtiero Magli con musiche del primo dramma per musica – abbiamo ascoltato il concerto del Ring Around Quartet & Consort, nella chiesa di Sant’Alessandro.

Un bel programma, quello proposto, tratto dal loro ultimo cd Frottole. Popular Songs of Renaissance Italy, uscito a maggio per Naxos. Nelle ultime produzioni, e così è stato in quest’occasione, Ring Around Quartet si è arricchito di un ensemble strumentale di tre viole da gamba, un liuto, un flauto e una chitarra rinascimentale; nonché di un timido uso di percussioni, un tamburo muto e uno a sonagli, suonate dai cantori in un paio di occasioni, tra cui La vida de Culin, satira di un militare squattrinato scandita da flauto e tamburo con gusto marziale.

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La scelta dei brani è un’equilibrata selezione di frottole dai temi popolareggianti e dai testi satirici, sovente in dialetto e spesso irriverenti, e di brani dal registro più elevato, lamenti di amanti delusi, abbandonati o malinconicamente speranzosi. Corrisponde un’intelligente e variegata opera di arrangiamento che prevede brani intonati a cappella dalle quattro belle voci e pezzi per voce sola e accompagnamento di liuto – così prevedeva la pratica di questo genere, dedito allo svago e alla pratica amatoriale dei signori cinquecenteschi. E casi più elaborati in cui, stanza per stanza, si assiste a un progressivo accumulo di strumenti e voci, come in Zephiro torna di Bartolomeo Tromboncino.

Ma la forza di Ring Around Quartet è nella carica attoriale dei suoi componenti, come ben dimostra Gioco di voci, concerto-spettacolo di musiche profane delle corti italiane e francesi che l’ensemble ha in repertorio e di cui abbiamo avuto assaggio con la celebre frottola di Joquin des Près El grillo, eseguita come secondo bis. Eppure questa felice vena interpretativa, probabilmente anche a causa della location, non è riuscita a esprimersi come avrebbe potuto. Del resto, come dare sfogo a una più ʽinterpretataʼ esecuzione, se l’enorme mole della chiesa di Sant’Alessandro fagocita il suono costringendo cantanti e musicisti a un grosso sforzo per condurre la performance? Con un non tanto impensabile contrafactum non si avrebbe avuto difficoltà a credere che i brani dal carattere meno giocoso e più lirico appartenessero al repertorio sacro, tali erano le sonorità che echeggiavano nella navata e la scarsa comprensione del testo che arrivava al pubblico seduto oltre la quarta fila di panche.

Si fatica a comprendere le parole della pur encomiabile guida del FAI che con qualche cenno storico e architettonico ha introdotto la chiesa di Sant’Alessandro prima del concerto, «al fine di comprendere meglio il rapporto che lega la musica e i luoghi d’arte di Milano». Di chiese più raccolte o sale civili più adatte e di uguale interesse storico-artistico la nostra città è piena; Tromboncino, le onomatopee, i testi e i gesti insolenti delle frottole e, non da ultimo Ring Around Quartet & Consort, meriterebbero un’operazione di diffusione un po’ più coraggiosa e studiata. E noi, anche noi giovani, ringrazieremmo.

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Cecilia Malatesta

Cecilia Malatesta

Nata a Milano nel 1986, dopo svariati anni di studi pianistici classici, decide di dedicarsi alla musica dal punto di vista teorico; si laurea così in Beni culturali, indirizzo musicologico, con una tesi sulle musiche di scena di Gipo Gurrado per il teatro di “Quelli di Grock”. Dopo un periodo di studio all’Université Rabelais di Tours (2009-2010), si innamora della Francia medievale e termina gli studi magistrali sotto la guida di Davide Daolmi con una tesi che propone una rilettura del mecenatismo musicale di Eleonora d’Aquitania. Ha collaborato con il Comune di Abbiategrasso alla realizzazione del Festival di teatro urbano “Le strade del teatro” (edizione 2007) e con l’Ufficio Ricerca Fondi Musicali della Biblioteca Nazionale Braidense. Attualmente è collaboratrice Rilm Italia e cerca la propria strada, sognando che s’incroci con quella della musica antica.

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