Krystian Zimerman, poetica e architettura in Schubert


Il pianista si è esibito a Milano ottenendo grande successo di pubblico. Una lettura molto suggestiva che ha privilegiato l’aspetto melodico rispetto a quello analitico-strutturale. In programma anche una scelta dai preludi di Szymanowski


di Luca Chierici


QUANDO UN ARTISTA SI TROVA ad occupare un posto sempre più alto nella classifica di coloro che si presentano attualmente davanti alle platee di tutto il mondo, le aspettative da parte del pubblico tendono a crescere sempre di più: si dà per scontato insomma che il nostro eroe (in questo caso il fantastico Krystian Zimerman) non solo mantenga ad ogni nuovo appuntamento i livelli di assoluta eccellenza dimostrati in passato, ma che li estenda in modo tale da soddisfare qualsiasi nuova scelta di repertorio. Questa più o meno era la disposizione d’animo di coloro che seguono il pianista polacco fin dagli esordi – si tratta oramai di più di quarant’anni di carriera – e che si ponevano all’ascolto di un programma dedicato a due tra le ultime tre sonate di Schubert.


A Milano, tra Scala e Quartetto, aveva già suonato tra il 1986 e il 1996 entrambe le serie di Improvvisi e la stessa Sonata in la maggiore


Già, due su tre, il che poteva farci pensare a una scelta antologica e non programmatica e a ricordarci come pianisti molto attenti agli aspetti formali – leggi Pollini – avessero in passato proposto volentieri il trittico in concerto, una scelta piuttosto pesante, onerosa che tutto sommato può essere evitata senza rischiare di spezzare il pur esistente filo conduttore dei tre numeri, dei quali l’elemento mancante era qui la Sonata in do minore D 958. La prima impressione conta davvero molto, e se dovessimo seguire la cronaca degli eventi parleremmo, per il concerto di sabato scorso per la Società del Quartetto, di un evidente sbilanciamento tra l’interpretazione della Sonata in la maggiore e quella della D 960 in si bemolle.



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L'autore: Luca Chierici

Luca Chierici, nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Radio Popolare dal 1978 e per Il Corriere Musicale dal 2012, collabora alla rivista Classic Voice dal 1999 come esperto di musica pianistica. È autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti istituzioni teatrali e concertistiche e case discografiche. Ha collaborato per molti anni alle riviste Musica, Amadeus, Piano Time, Opera, Sipario. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha curato numerose voci per la Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso i licei milanesi. Nell'anno accademico 2016-2017 ha tenuto un ciclo di seminari di storia dell'interpretazione pianistica presso il Conservatorio di Novara (ciclo che è stato replicato per l'anno 2017-2018 al Conservatorio di Piacenza). Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di oltre 110.000 spartiti e una collezione di oltre 70000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha contribuito in qualità di consulente al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano. Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

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