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Tempeste, paesaggi, natura nell’universo di Mendelssohn e Beethoven

Un applaudito concerto di Riccardo Chailly al Teatro alla Scala. Foto © Brescia & Amisano

Luca Chierici di Luca Chierici
24 Novembre 2021
in CONCERTI, RECENSIONI
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Il programma era di quelli più che attraenti per il pubblico: la terza sinfonia (in realtà è l’ultima) di Mendelssohn e la “Pastorale” di Beethoven. Testi che molti hanno nelle orecchie ma che si prestano a letture sempre nuove, a riscoperte di mille particolari a patto che a prenderle nuovamente in mano sia un direttore che non solamente trascorre molto tempo nell’analisi delle partiture in tutte le possibili varianti arrivate fino ai nostri giorni ma che, con un’esperienza che si può ben dire a larghissimo raggio, entra nel profondo dei significati di un patrimonio sinfonico di grandezza assoluta.

Mendelssohn è uno degli autori più amati e studiati da Chailly che, lo ricordiamo, è stato Kapellmeister dell’orchestra del Gewandhaus di Lipsia, lo stesso incarico che era stato offerto al compositore nel 1835. Di Mendelssohn, i Filarmonici con Chailly avevano eseguito nel passato più o meno recente le Sinfonie nn.2,4 e 5 e questa volta hanno affrontato la cosiddetta “Scozzese” che in realtà non utilizza temi popolari originari di quella terra ma ne metabolizza i significati ricreandoli ex-novo con una fantasia e una sensibilità davvero straordinarie. Le peregrinazioni per mare e per terra nelle regioni della Scozia e delle isole Ebridi avevano già sollecitato la fantasia del musicista a riversare nuove idee nelle partiture di due Ouverture divenute ben presto famose (La grotta di Fingal e Calma di mare e felice viaggio). Queste idee trovano tuttavia una loro completa trasfigurazione appunto nella sinfonia in la minore, frutto di una lunga gestazione e completata solamente nel 1842. Eseguita per la prima volta sotto la direzione dell’autore il 3 marzo di quell’anno al Gewandhaus di Lipsia, la sinfonia venne accolta trionfalmente dal pubblico londinese nel giugno successivo, motivo che valse a Mendelssohn un’udienza da parte della giovane regina Vittoria, cui la partitura venne dedicata. La natura rapsodica, quasi di un vasto poema sinfonico, viene posta in risalto dalla consuetudine – voluta dallo stesso Mendelssohn – di eseguire i quattro movimenti dell’opera senza soluzione di continuità, volere che è stato ovviamente rispettato da Chailly ma con una urgenza del tutto particolare, come se vi fosse il timore che una minima cesura potesse spezzare l’incanto della narrazione. Il direttore ha sottolineato il carattere contemplativo  dell’intero lavoro, soffermandosi però anche su numerosissimi particolari tra il tecnico e l’espressivo che a volte sfuggono all’attenzione di chi ascolta.

Chi si era accorto con tanta chiarezza del valore di quei tremoli degli archi nella parte conclusiva del primo movimento, o aveva apprezzato in questo grado il fascino tra l’allegro e il malinconico del tema dello Scherzo affidato al clarinetto (un bravo a Fabrizio Meloni)? Chailly ha affrontato in seguito con ammirevole naturalezza la partitura quasi intoccabile della Pastorale beethoveniana, una sinfonia che si ascolta oramai raramente perché entrata a far parte di quei lavori che incutono giustamente timore ai direttori più giovani e inesperti. Anche in questo caso tutto si è dipanato con quella apparente semplicità che è in realtà il frutto di un lavoro di una vita e che ha portato i presenti a rivivere un testo così noto come se fosse davvero la prima volta. Al termine, visibilmente contenti erano sia il direttore che l’orchestra (quest’ultima in stato di grazia) applauditi lungamente da un pubblico riconoscente per la grande serata.

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Luca Chierici

Luca Chierici

Luca Chierici, nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Radio Popolare dalla fine degli anni '70 e per Il Corriere Musicale dal 2012, collabora alle riviste Musica e Classic Voice dalla fondazione. È autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti istituzioni teatrali e concertistiche e case discografiche. Ha collaborato per molti anni alle riviste Amadeus, Piano Time, Opera, Sipario. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha curato numerose voci per la Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso i licei milanesi. Nell'anno accademico 2016-2017 ha tenuto un ciclo di seminari di storia dell'interpretazione pianistica presso il Conservatorio di Novara (ciclo che è stato replicato per l'anno 2017-2018 al Conservatorio di Piacenza). Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di oltre 140.000 spartiti e una collezione di oltre 70.000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha contribuito in qualità di consulente al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano. Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

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