Il pianoforte preparato da Cage ad oggi

foto Melina Mulas


Nella programmazione del festival milanese Rondò un interessante concerto di Maria Grazia Bellocchio propone pagine di alcuni compositori che hanno radicalmente innovato il timbro del pianoforte nel Novecento


di Giovanni Albini


«Signore e signori, la prima reazione che si può avere sentendo parlare del pianoforte preparato di John Cage è una curiosità mista a un divertito scetticismo. Ci si immagina facilmente uno strambo inventore, uno “scordatore” di pianoforti che fa del proprio meglio per ricoprire le corde di una vegetazione di tipo metallico. Più seriamente, si pensa a un rumorista sottile e ingegnoso, che trae nuove possibilità dal pianoforte-percussione. In realtà, si tratta piuttosto di rivedere le nozioni acustiche acquisite nel corso dell’evoluzione musicale dell’Occidente.» Così Pierre Boulez presenta le Sonate e gli Interludi per pianoforte preparato di John Cage. È il 17 giugno 1949.

14 febbraio 2012, nel centenario della nascita (e ventennale della scomparsa) di John Cage il Divertimento Ensemble dedica il secondo concerto della rassegna Rondò proprio al pianoforte preparato, con un concerto che impegnerà Maria Grazia Bellocchio su sette composizioni composte negli ultimi settant’anni, di cui tre prime assolute. Il fil rouge del concerto, dal titolo “Il pianoforte preparato da Cage ad oggi”, è proprio la rivisitazione dello strumento pianoforte, le sue ‘preparazioni’, l’estensione delle sue possibilità timbriche. «Il volto dello strumento ricco di storia e di letteratura musicale occidentale, a cui la tradizione ci ha abituato, risulta completamente trasfigurato», scrivono gli organizzatori. E nella sua trasfigurazione, oggi come ieri, si esprimono importanti occasioni di riflessione sul suono e sull’idioma musicale.

Apre il concerto Bacchanale (1940) di John Cage, primo lavoro in cui il compositore americano si cimenta nella preparazione del pianoforte. Seguono due prime assolute Carillon (2011-2012) di Sandro Gorli e Sonata (1994-2012) di Marco di Bari. Completano il programma Tre nudi (2006) di Marco Momi, Guero (1969-1988) di Helmut Lachenmann, Précieux (2010, prima esecuzione assoluta) di Stefano Gervasoni e ..sofferte onde serene… (1976) di Luigi Nono. Il concerto, alle 21.15 all’Auditorium GRUPPO 24 ORE di Milano, è introdotto alle 20.30 da un incontro di guida all’ascolto a cura di Anna Maria Morazzoni con Marco Di Bari, Marco Momi e Stefano Gervasoni.

© Riproduzione riservata


© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'autore: Giovanni Albini

(Pavia, 1982). Compositore, è professore di Teoria, Ritmica e Percezione Musicale presso il Conservatorio di Trento, nonché professore a contratto di Informatica Musicale, Didattica dell'Improvvisazione e Tecniche di Arrangiamento e Trascrizione presso l'Istituto Superiore di Studi Musicali di Pavia e docente di Armonia nella Scuola Civica di Musica dello stesso istituto». È membro per la classe di Scienze fisiche, matematiche e naturali dell'Istituto di Studi Superiori dell'Insubria "Gerolamo Cardano". Si dedica inoltre alle colonne sonore: ha composto musica e lavorato al sound design di decine tra istallazioni artistiche, mostre, trailer, video commerciali e videogiochi. Si interessa principalmente del legame tra composizione e matematica, di colonne sonore interattive, dello sviluppo di software per la didattica musicale e di intelligenze artificiali musicali. Sue composizioni e trascrizioni sono state eseguite nei cinque continenti da interpreti tra i quali: l'Orchestra Sinfonica Nazionale Lituana (diretta da Robertas Servenikas), l'Orchestra Tito Schipa di Lecce (diretta da Salvatore Accardo e da Massimo Quarta), l'Orchestra Verdi di Milano (diretta da Matthieu Mantanus), l'Orquestra Clasica do Centro di Coimbra, il quartetto d'archi della BBC SSO e l'Algoritmo Ensemble (diretto da Marco Angius). L'etichetta discografica olandese Brilliant Classics ha pubblicato e distribuito due cd monografici contenenti suoi lavori "Giovanni Albini: Musica Ciclica" (2013) e "Giovanni Albini: Musica Sacra" (2014). Entrambi raccolgono lavori fondati sui suoi metodi compositivi di ispirazione matematica. A riguardo ha pubblicato e tenuto conferenze in varie istituzioni, tra le quali la Biennale di Venezia e l'università di Yale. Ha inoltre scritto per le pagine del mensile de Il Sole 24 Ore ed è il direttore artistico del centro internazionale di musica contemporanea highSCORE Music Center.

Perché non dire la tua? Leggi e accetta la Policy sui commenti