La scomparsa di Luciana Pestalozza


Con la fondatrice e direttrice di Milano Musica, mancata proprio nei giorni del ritorno alla Scala del fratello Claudio Abbado, la scena musicale italiana perde una protagonista devota con caparbietà e con successo alla causa della produzione contemporanea


di Patrizia Luppi


 

P roprio in questi giorni, in cui suo fratello Claudio Abbado è a Milano per l’attesissimo ritorno alla Scala, Luciana Pestalozza ci ha lasciato. Chiunque apprezzi la musica contemporanea ha il dovere di portarle gratitudine: non fosse stato per la signora gentile ma non bonaria, convinta e volitiva al massimo, che si dedicò alla causa anima e corpo, tante voci importanti della produzione d’oggi avrebbero avuto visibilità molto minore, così come parecchi giovani compositori non avrebbero trovato spazio adeguato per esprimersi.

Nata nel 1929, seconda dei quattro figli del violinista Michelangelo Abbado (nell’ordine Marcello, a lungo direttore del Conservatorio di Milano e cofondatore dell’Orchestra Verdi; Luciana; Claudio; Gabriele, scomparso pochi anni fa, l’unico della famiglia a scegliere non la musica ma un’altra strada, quella dell’architettura), Luciana assunse e mantenne il cognome Pestalozza dal marito Carlo, pianista di talento, da cui ebbe il figlio Andrea, oggi direttore d’orchestra (devoto alla causa della musica d’oggi, manco a dirlo) e consulente artistico di Milano Musica. Questa associazione, fondata dalla stessa Luciana Pestalozza con un manipolo di fidati e autorevoli sodali e da lei a lungo diretta, ha idealmente proseguito fino a oggi – la 21ma edizione dell’annuale festival, dedicata a Niccolò Castiglioni, è in corso in queste settimane – le indimenticabili, innovative stagioni milanesi di Musica nel nostro tempo.

Dell’esperienza come segretaria di Musica nel nostro tempo, che sostenne accanto all’impegno come dirigente delle edizioni di Casa Ricordi, Luciana Pestalozza fece tesoro quando si assunse l’impegno della nuova associazione; nonostante le infinite difficoltà economiche, da lei sempre affrontate con caparbietà vincente, i festival di Milano Musica non solo hanno svolto fin dall’inizio un importantissimo ruolo di vetrina della produzione contemporanea, con un occhio sempre rivolto ai legami con le musiche anche del più lontano passato, ma hanno altresì rivelato sicura attrattiva nei confronti del pubblico, divenuto sempre più negli anni fedele e partecipe. Un risultato che solo sapienza, tenacia e consapevolezza, qualità che Luciana Pestalozza tutte insieme possedeva, sarebbero state in grado di ottenere.

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L'autore: Patrizia Luppi

Giornalista professionista, fa parte dell’Associazione nazionale dei critici musicali. È stata a lungo redattrice di due riviste specializzate, prima Musica Viva e poi Amadeus; nel frattempo ha svolto numerose altre attività, in particolare collaborando con quotidiani (è stata fra l’altro il critico musicale del dorso milanese de La Stampa), con testate settimanali e mensili, con Rai RadioTre e con RaiSat Show. Per un decennio direttore responsabile di Esz News, quadrimestrale delle Edizioni Suvini Zerboni, conserva tuttora uno speciale interesse per la musica contemporanea; attraverso gli studi giovanili di canto, con maestre come Rosetta Noli e Carla Castellani, e quelli di recitazione svolti in età più matura, ha coltivato l’amore per l’opera lirica e per la musica vocale da camera. È vicedirettore del Corriere Musicale

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