Daniele Gatti alla Scala

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Cartellone  Il direttore d’orchestra alla guida della Mahler Chamber Orchestra con il baritono Matthias Goerne: questa sera il concerto che celebra il 150° anno di fondazione della Società del Quartetto di Milano. Diretta su Rai Radio Tre


di Simeone Pozzini


[laquo]MIO PADRE, SUBITO DOPO LA GUERRA, VENNE A MILANO per studiare canto con Aureliano Pertile e vinse nel ’50 il concorso per entrare a far parte dei Cadetti della Scala, allora tenuti da Giulio Confalonieri». Si lascia andare a ricordi biografici Daniele Gatti durante la conferenza stampa di presentazione del concerto fuori abbonamento che questa sera, al Teatro alla Scala, inaugurerà di fatto la stagione del 150° della nascita della Società del Quartetto di Milano. Ricordi, quelli del direttore d’orchestra milanese, che ci riportano alla sua infanzia e che arrivano naturalmente fino alle programmazioni del Quartetto. «I miei ricordi vanno agli anni di studi: terminata la partita di pallone che era regolare sul sagrato antistante il Conservatorio, controllavamo i vari manifesti delle stagioni. “Cosa c’è stasera?”. Io all’epoca suonavo il pianoforte ma avevo già intenzione di diventare direttore d’orchestra e tra i miei amici c’era chi suonava il pianoforte, chi il violino o il violoncellista di turno: ognuno di loro andava a sentire settorialmente quello che gli interessava. Essendo io legato da amicizia andavo con loro a sentire di tutto. Non credo di aver mai pagato un biglietto. Ci si imbucava perché le maschere della Sala Verdi erano in realtà i bidelli del Conservatorio. Ci si metteva d’accordo durante il giorno per entrare la sera!». Alla guida della Mahler Chamber Orchestra Gatti dirigerà l’Idillio di Sigfrido di Wagner, i Rückert Lieder di Mahler con il baritono Matthias Goerne, (che proprio con il Quartetto fece il suo debutto milanese), la Terza Sinfonia di Beethoven.

La più “antica società di concerti di Milano”, sottolinea il presidente Antonio Magnocavallo, ha iniziato l’attività concertistica nel 1864 grazie ad un gruppo di giovani (tra i quali  il promotore Tito Ricordi e poi Arrigo Boito, Franco Faccio ed altre personalità) che si sono posti il problema della musica strumentale in una cultura dominata dal melodramma, creando forse i fermenti anticipatori della “generazione dell’Ottanta”. Linea artistica confermata in tutte le stagione successive, che hanno visto la partecipazioni dei più grandi interpreti della scena internazionale, tra i quali Ferruccio Busoni, Sergej Rachmaninov, Alfredo Casella, Vladimir Horowitz. Ma anche di Arturo Toscanini, nel periodo in cui fu direttore musicale alla Scala. Già, poiché tra Quartetto e Teatro, ci sono stati dei momenti di intensa collaborazione: tra il 1946 e il ’57 e in tempi recenti, per citare solo due date, il concerto di Maurizio Pollini del 1986 e il concerto di Abbado con i Berliner nel 1993 (che ha segnato la fase delle coproduzioni tra le due istituzioni).

Tra gli interpreti della stagione che commemora il 150° della nascita del Quartetto (con la direzione artistica di Paolo Arcà) ci saranno Jordi Savall e Le Concert des Nation (il 22 ottobre), il ciclo dedicato all’esecuzione integrale delle sonate per pianoforte di Beethoven con András Schiff (12 novembre, 3 dicembre, 14 gennaio, 4 marzo), Enrico Dindo (28 gennaio e 13 maggio), Krystian Zimerman (29 maggio). Carlo Boccadoro  dirigerà (21 gennaio) la prima della sua composizione Box of Paints su commissione del Quartetto. Chiusura il 29 giugno 2014 con una “Giornata a porte aperte” presso il Conservatorio di Milano. Il programma completo e tutte le iniziative collaterali sul sito del Quartetto di Milano

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L'autore: Simeone Pozzini

È pianista e critico musicale. È stato tra i fondatori e successivamente direttore artistico del Festival ContemporaneaMente di Lodi. Ha registrato per Stradivarius. Ha fondato e dirige Il Corriere Musicale. È stato tra i collaboratori del canale televisivo Classica in onda su Sky.

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