Edita Gruberova, trionfo a Milano


Successo per il soprano slovacco al Teatro alla Scala


di Ilaria Badino


DEVE PUR ESISTERE UN MOTIVO per cui s’è cominciato ad appellare Edita Gruberova «La Santa di Bratislava». D’altro canto, sono doverose due premesse: se da un lato siamo di fronte a colei che è sicuramente stata la somma belcantista dei decenni post-Sutherland, dall’altro la Signora Gruberova di adesso deve piacere per le prodigiose qualità delle quali – alla veneranda età di sessantanove anni – è ancora in possesso e che la pongono a tutt’oggi ad anni luce di distanza dalle pur belle e brave colleghe di tre decadi più giovani sempre più frequentemente nascenti come nuovi astri dello star system (punta acuminata del suono proiettato verso l’empireo; legato, spesso in pianissimo, da lasciare attoniti; i trilli più adamantini e nitidi di cui a chi scrive sia mai stato dato ascoltare; il senso innato per una teatralità che non si riduce a mera esecuzione delle note).


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L'autore: Ilaria Badino

Laureata in Storia della Musica con una tesi di prassi esecutiva sull'Otello rossiniano, diplomata in Management per lo Spettacolo presso la SDA Bocconi, autrice di testi e presentatrice per il canale satellitare Classica, collabora come critico musicale per le riviste MUSICA, Il Corriere Musicale e per la Radio Svizzera Italiana.

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