Jonas Kaufmann, ovazioni ed empatia pucciniana


Il concerto del tenore al Teatro alla Scala conquista il pubblico milanese. Sarà proiettato in ottobre in più di mille sale internazionali


di Ilaria Badino


I DUE ENORMI CAMION tra via Filodrammatici e l’ingresso alle gallerie, le telecamere disseminate qua e là tra palchi, platea e palcoscenico non potevano non far presentire quello che poi si ha avuto la conferma ufficiale che fosse: il concerto del 14 giugno scorso, ripreso con tutti i crismi, sarà proiettato il prossimo ottobre in più di mille sale di quaranta Paesi. Inoltre esso, le relative prove e – c’è da scommetterci – spezzoni d’interviste al divin tenore andranno a formare un documentario sul rapporto tra Jonas Kaufmann e l’opera pucciniana, per una buona metà da lui già assaggiata e, stando a dichiarazioni e conseguenti risultati, gradita a sommi livelli. Il tutto firmato dall’ottimo massimo Brian Large, forse l’unico regista per musica operistica oggi degno di questo nome: uno del quale si spera, insomma, che la voglia di andare in pensione non arrivi mai, nonostante le settantasei candeline spente da non molto.


In un tripudio di applausi e di «Bravo!», il tenore monacense conferma la propria regola dei cinque bis eseguiti in concerti con orchestra


Dicevamo, dunque, atmosfera da gran serata, con il palco ingentilito da calle e rose bianche, con una Filarmonica della Scala in grande spolvero, capace di tirare fuori al meglio sia la carezza che il pugno di questo melodismo italiano spinto ai limiti estremi per vellutata morbidezza da un lato e per densa, incontrovertibile verità drammatica dall’altro. Indi il direttore, il diligente Jochen Rieder che ultimamente appare assai spesso a fianco del Beneamato, tanto da averne diretto l’ultimo recital Sony «You Mean the World to Me» ed il quale – a dire il vero –, s’è talvolta fatto un po’ troppo prendere la mano dal fiume in piena pucciniano esaltandone alcune dinamiche orchestrali a scapito della voce di tenore. Last but not the least, ovviamente, dopo il Preludio sinfonico da Le Villi, fa la sua comparsa sulla ribalta Lui, che gli anni sembrano non scalfire ma anzi rendere sempre più atletico e fascinoso, pronto a misurarsi nell’aria tratta dalla medesima opera: «Ecco la casa».


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L'autore: Ilaria Badino

Laureata in Storia della Musica con una tesi di prassi esecutiva sull'Otello rossiniano, diplomata in Management per lo Spettacolo presso la SDA Bocconi, autrice di testi e presentatrice per il canale satellitare Classica, collabora come critico musicale per le riviste MUSICA, Il Corriere Musicale e per la Radio Svizzera Italiana.

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