«Il trionfo del tempo e del disinganno», un miracoloso Händel alla Scala


L’opera barocca lascia molto spazio alla regìa, alle scene e ai costumi. L’idea principale di Jurgen Flimm è quella di dimostrare come il tema della discussione tra i quattro protagonisti oltrepassi i confini di un classicismo di maniera e possa essere riproposto anche ai nostri giorni, o almeno alla fine degli anni ’40, all’interno di un ambiente conviviale come quello di un grande e famoso ristorante francese


di Luca Chierici foto © Brescia & Amisano


La presenza di un’opera di Händel (o di un Oratorio o di un ibrido come Il trionfo del tempo e del disinganno) alla Scala è evento così raro da non poter passare sotto silenzio, e pur lamentandoci con insistenza per la scarsa presenza di questo tipo di repertorio nei teatri italiani, non si può che commentare favorevolmente lo spettacolo che è andato in scena l’altra sera, parzialmente recuperato da una produzione di Zurigo e di Berlino. Il protagonista assoluto di questo evento è risultato essere sicuramente il giovane Autore, che appena ventenne seppe creare un capolavoro di tale raffinatezza e conoscenza del milieu musicale italiano da contendere al Mozart post-adolescenziale le prerogative del genio. Non dimentichiamo che Händel scrive il Trionfo nel 1707, dimostrando una enorme capacità di assimilazione di un gusto e di una tradizione che a quel tempo non erano così sviluppate come lo saranno negli anni ’70 del secolo nel momento in cui il salisburghese dimostrerà analoghe attitudini nei confronti dell’opera italiana. Ma non si tratta qui solamente di rielaborazione del contesto: Händel integra la composizione dell’orchestra barocca italiana arricchendo lo strumentale, apre le combinazioni vocali a forme del tutto innovative come quella del quartetto.



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L'autore: Luca Chierici

Nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Popolare Network dal 1978 e per Il Corriere Musicale dal 2012, è autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti riviste di settore e case discografiche. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha collaborato alla Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso alcuni licei milanesi. Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di quasi 110.000 spartiti e una collezione di oltre 70000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha collaborato al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano.Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

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