Tutti i post di Bianca De Mario

L'autore: Bianca De Mario

È assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano. Nel 2013 ha concluso un dottorato di ricerca in Comparatistica presso l’Università degli Studi di Siena, con una tesi sull'opera seria settecentesca tra drammaturgia e regia. Ha studiato pianoforte e recitazione e condotto alcuni periodi di studio in Francia e negli Stati Uniti. Collabora con enti musicali e teatrali e centri di ricerca.

Don Carlo e le ombre del presente

Don Carlo e le ombre del presente

«È un’opera lunga, è vero; ma così deve essere», in questo modo Verdi difendeva il suo Don Carlo in una lettera del 1871, prima di apportare al dramma una serie di tagli e modifiche che lo ridussero a quattro atti. Della necessità di tale lunghezza è tuttavia fermamente convinto anche Alexander Pereira che, per il pubblico milanese, ha optato per quella versione italiana integrale in cinque atti, assente in Scala da ormai quarant’anni, quando fu proposta per l’ultima volta da Claudio Abbado e Lu

«Apollo et Hyacinthus» a Milano, Settecento di color bianco

«Apollo et Hyacinthus» a Milano, Settecento di color bianco

Intendiamoci: la riapertura del Litta a (mini)stagioni di teatro musicale non può che essere un bene per una Milano sempre più assetata di Settecento – perlopiù di quello inesplorato dalle scene ufficiali – e di spazi lirici che si offrano come una valida e, se vogliamo, più intima alternativa alla magniloquenza scaligera. Ben venga anche la creazione di realtà private che vogliano cimentarsi nell’ardua impresa di coniugare tanti elementi eterogenei (troppi forse?): la ripresa filologicamente…

«Die Soldaten», dramma delle solitudini

«Die Soldaten», dramma delle solitudini

Si esce da teatro diversi. Die Soldaten di Zimmermann è un’opera a cui non si può restare indifferenti, un’opera che scuote la coscienza, la prende a pugni. Frutto di una coproduzione con il Festival di Salisburgo, dove è stato rappresentato nel 2012, questo allestimento ha, fra i vari pregi, quello di aver portato per la prima volta alla Scala un colosso del teatro musicale novecentesco