di Lorenzo Galesso


NELLA STORIA DELLA MUSICA, la libertà della forma del preludio ha stuzzicato la fantasia di numerosi compositori (Bach e Chopin tra i più celebri), che con le loro creazioni sono riusciti ad ammaliare altrettanti ascoltatori. Per quanto riguarda la chitarra, parlando di preludi viene automatico pensare ai cinque magnifici Préludes di Heitor Villa–Lobos. Tuttavia nel cd intitolato Novecento Guitar Preludes, Porqueddu esclude questi ben noti brani, focalizzandosi su compositori non chitarristi. Per prima cosa è opportuno lodare il lavoro di riscoperta musicale: su cinque cicli di preludi, ben tre sono inediti a livello mondiale: i 12 Preludes di Asaf’ev, i 12 Preludes di Badings e i 3 Preludes di Sauguet.

Ad aprire il primo dei tre cd troviamo i preludi di Boris Vladimirovič Asaf’ev, influente compositore e musicologo sovietico. Il carattere di questi brani è estremamente solare e disimpegnato (la maggior parte dei brani è in tonalità maggiore) e richiama alle orecchie la musica di grandi compositori spagnoli come Rodrigo e Torroba, compositori molto amati da Andrés Segovia, il quale entusiasmò Asaf’ev durante una tournée in terra russa.  Dei dodici preludi si segnalano il IV e l’VIII, eseguiti magistralmente da Porqueddu.

Sempre dodici sono i preludi di Henk Badings, compositore olandese della seconda metà del Novecento. Porqueddu, versatile esecutore, riesce a cogliere ottimamente il carattere di questi brani, la cui alternanza fra tempi molto ritmati e delicato lirismo – come intelligentemente rilevato da Angelo Gilardino nel booklet – struttura l’intera opera. Fra i brani si ricordano Yaya per l’elevato tasso tecnico e Utopia per il meraviglioso utilizzo degli armonici.

A differenza delle due opere precedenti, i tre Preludes di Henri Sauguet, compositore francese allievo di Satie e molto vicino al Groupe des Six, non presentano un filo conduttore che li unisce, poiché presentano nel titolo dei riferimenti extramusicali che non hanno nulla in comune tra loro. Il primo brano, Prélude la Melancolie, ha un carattere meditabondo e intimista.

Si passa poi alle opere di Farkas e Ponce. L’Exercitium Tonale di Ferenc Farkas, compositore ungherese allievo di Ottorino Respighi e nominato Cavaliere della Repubblica Italiana nel 1984, è un ciclo di ventiquattro preludi in cui il compositore dà sfoggio della sua bravura compositiva. Fin dal primo ascolto si nota che il tonalismo di Farkas è ben diverso da quello di Asaf’ev, poiché ricco di sfumature e richiami all’atonalità. In questa raffinatissimo esercizio compositivo non manca l’omaggio all’Italia: il Preludio n°12 è infatti un esplicito riferimento alla figura di Gaetano Donizetti.

Come sempre Porqueddu non manca di proporre un’ottima registrazione, nella quale l’esecutore si fa latore indiscusso del messaggio musicale del compositore. L’alta caratura della registrazione è evidente nell’interpretazione dei 24 Preludi di Ponce: benché concepiti come opera destinata alla didattica, il chitarrista sardo riesce a infondere alla musica un piglio estremamente virtuosistico, in grado di sorprendere gli ascoltatori più esperti.

Pubblicato il 1970-01-01 Scritto da LorenzoGalesso

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