Peter Lang a Bolzano e Trento

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di Emilia Campagna


Una via di mezzo tra il troppo facile e il troppo difficile, molto brillanti, gradevoli all’orecchio pur senza cadere nella vuotaggine; qua e là anche gli intenditori avranno di che essere soddisfatti, ma in modo che anche coloro che non lo sono proveranno piacere, senza sapere perché

Così Mozart, in una lettera al padre, parlava dei propri concerti per pianoforte: un sottile equilibrio di arte e apparente semplicità che non finisce di innamorare all’ascolto, e che dà ragione di pagine che dell’ampio repertorio sono meno eseguite di altre, come il lieve (ma non troppo) K 482. Ne ha dato un’incantevole esecuzione il pianista Peter Lang, artista austriaco che non calpesta spesso i palcoscenici italiani e che si è esibito a Bolzano e Trento (il 25 e il 26 ottobre) con l’Orchestra Haydn diretta da György Györivanyi-Rath.

Esecuzione in crescendo, che nel primo movimento alternava momenti di freschezza poetica e ispirata cantabilità ad alcuni appannamenti, piccoli nervosismi nella brillantezza e leggeri sfasamenti con il disegno orchestrale: il concerto decollava con il secondo movimento, un Andante in cui palpitazioni preromantiche, che Lang sa porgere con misura, cedono spazio alla tenerezza arguta di intermezzi in cui i fiati la fanno da padrone, e conquistava pienamente nel terzo, un Allegro di commovente candore, condotto senza fretta e con una pacatezza sapiente.

Mozart era preceduto da una Sinfona di Haydn (n. 67, in fa maggiore) in cui l’orchestra acquistava sicuramente in arguzia e leggerezza grazie al gesto di sapore mitteleuropeo di Rath: una bella energia, convincente nei forti e fortissimo, qua e là però debole: i dettagli più piccoli e le linee del piano continuano a volere una nettezza maggiore, un sussurro più teso, mentre resta un alone di sfocatura nel suono orchestrale e nell’esattezza ritmica.

Pienamente trascinante invece l’esecuzione della Serenata op. 11 di Brahms: Rath e la Haydn cavalcavano disinvoltamente i cinque movimenti della partitura, condendola di sapore ungherese e di slancio gioioso.

L’Orchestra Haydn tornerà ad esibirsi a Bolzano e Trento il 15 e il 16 novembre con Yves Abel alla direzione e il pianista Alexander Lonquich, per un concerto che comprende Summernight on the river  di Frederick Delius, la Ballata per pianoforte e orchestra op. 19 di Gabriel Fauré, la Burlesca per pianoforte e orchestra in re minore di Richard Strauss e La boutique fantasque: Suite dal balletto su musiche di Rossini di Ottorino Respighi.

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L'autore: Emilia Campagna

È pianista e critico musicale. Gli studi pianistici l’hanno portata a perfezionarsi con Michele Campanella e ad approfondire lo studio della musica da camera con Pier Narciso Masi all’Accademia Pianistica “Incontri col maestro” di Imola; accanto al perfezionamento pianistico, ha condotto studi umanistici e musicologici presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Trento, dove si è laureata con una tesi sugli Studi per pianoforte di György Ligeti, lavoro che è stato oggetto di una personale e appassionante sintesi tra il proprio percorso pianistico e quello dell’approfondimento musicologico. L’interesse per la divulgazione e la promozione musicale l’ha portata presto a dedicarsi alla critica musicale per il giornale “L’Adige”, su cui scrive dal 1997, e ad occuparsi per alcuni anni dell’attività di comunicazione e ufficio stampa del “Premio Bonporti”, Concorso Internazionale di Musica su Strumenti Originali. Dal 2008 è corrispondente della rivista Amadeus ed inviato di Radio 3 Rai per la trasmissione “Radio 3-Suite”. Accanto all'impegno come critico musicale vive un rapporto a tutto tondo con il mondo musicale: svolge un'attività concertistica in ambito cameristico, si dedica con passione all’insegnamento del pianoforte e tiene corsi di scrittura giornalistica finalizzati alla critica musicale.

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