Michel van der Aa – Up-close


La nuova composizione dell’eclettico artista olandese, erede di Louis Andriessen, immortalata in un dvd firmato Disquiet Media. Protagonista la celebre violoncellista Sol Gabetta, dedicataria dell’opera


di Gianluigi Mattietti


D opo due cd e un dvd dedicato all’acclamata video-opera One, Michel Van der Aa amplia il catalogo della sua personale etichetta, Disquiet Media, con un nuovo dvd.

Si tratta di Up-close, inedito «concerto per violoncello, orchestra d’archi e film», commissionato dall’European Concert Hall Organization. Come in One, il compositore olandese indaga ancora una volta, in maniera molto personale, il rapporto tra suono e immagine, giocando sulla stretta interazione tra la solista (la straordinaria Sol Gabetta, che è anche dedicataria del concerto) e l’attrice protagonista del video (Vakil Eelman), che viene proiettato su uno schermo a fianco dell’orchestra. Esito ideale per un musicista come Van der Aa, formatosi come compositore (tra i suoi maestri ci sono Diderik Wagenaar e soprattutto Louis Andriessen, del quale è da molti considerato il diretto erede), ma anche come ingegnere del suono e video-maker. La violoncellista è dunque chiamata a mostrare anche doti di attrice, a interagire, oltre che con l’orchestra, con l’anziana signora del film. Un dialogo senza parole, fatto solo di immagini e di suoni, che fluiscono dal film alla sala da concerto e viceversa, in un rapporto osmotico. E dove è semmai il violoncello a parlare, e con una grande eloquenza e varietà di accenti espressivi. La musica non è la colonna sonora del film: film e musica appaiono come parti della stessa composizione, come due “voci” che si intersecano.

E anche la parte elettronica, se da un lato serve ad espandere il suono degli archi e del violoncello, dall’altro sembra scaturire dai suoni concreti evocati nelle immagini del film. Costruito come un movimento unico, della durata di mezz’ora, Up-close inizia con un lungo assolo del violoncello, carico di malinconia. Con l’ingresso degli archi, appare nel video l’immagine dell’anziana donna, seduta per terra al centro di una sala da concerto deserta, intenta a trascrivere misteriosi messaggi in codice. Poi la si vede camminare ansiosa in un bosco rinsecchito, seguendo fogli di carta stagnola, come segni di un percorso tracciato, e quindi giungere ad una casa sinistra e inquietante. Qui trova una strana macchina per la decodifica dei messaggi (ideata dallo stesso compositore), e quando la mette in funzione, si scopre che produce dei suoni, metallici, come una specie di carillon, e che quei codici numerici corrispondono a precise strutture armoniche, che danno poi il via a una nuova sezione musicale. Anche le due donne (che sono vestite anche in maniera simile, e che paiono come madre e figlia, o come la stessa persona colta in due fasi distinte della propria vita – ricordo o sogno premonitore l’una dell’altra) cominciano ad agire con movimenti simili, a rispecchiarsi l’una nell’altra, come se un filo segreto le unisse in un rituale misterioso. Parte della struttura musicale sono quindi anche i loro gesti, gesti semplici (come alzarsi in piedi di scatto, spostare una lampada, accenderla, fare una breve corsa) ma esattamente sincronizzati. Nella scena finale di questa azione-concerto, l’anziana donna esce preoccupata da quella casa e si ferma nel bosco, impugnando una lampada da terra come fosse un violoncello, accompagnata da una trama sonora sempre più rarefatta che sembra confondersi con il rumore del vento.


Michel van der Aa – Up-close | Sol Gabetta, violoncello; Vakil Eelman, attrice; Amsterdam Sinfonietta; Michel van der Aa, regia teatrale e video, sceneggiatura | Dvd Disquiet DQM 04


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L'autore: Gianluigi Mattietti

Docente di Storia della musica all'Università di Cagliari, autore di saggi e studi sulla musica del Novecento e contemporanea, collabora come critico musicale con le riviste Amadeus, The Classic Voice, Musica, Il Giornale della Musica, Golem informazione, Il Corriere Musicale.

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