Roma, un «Benvenuto Cellini» da meraviglia


Spettacolo superbo al Teatro dell’Opera, con Abbado e Gilliam alla testa di maestranze e compagnia impegnate al massimo: spiccano Osborn, Sicilia, Abrahamyan, Ulivieri e Luongo


di Francesco Lora


QUALCHE VOLTA, DI QUALCHE SPETTACOLO, va detto in premessa: il Benvenuto Cellini di Hector Berlioz andato in scena al Teatro dell’Opera di Roma, sei recite dal 24 marzo al 3 aprile, è una meraviglia da lasciare a bocca aperta il melomane più smaliziato. Lo è innanzitutto per l’allestimento scenico, che non è una novità assoluta: coprodotto, ha debuttato all’English National Opera di Londra nel 2014 ed è già stato ripreso al Nationale Opera di Amsterdam l’anno scorso. Il passaggio al teatro romano è tuttavia l’apice del percorso e la miglior prova del nove: su uno tra i palcoscenici istituzionalmente più importanti e, in rapporto, strutturalmente più angusti del mondo, nella stessa città del soggetto dell’opera, non v’è arditezza di lettura, parafrasi di spazi o virtuosismo scenografico che non dimostri il congegno perfetto.



Prosegui la lettura di questo articolo o guarda il  contenuto multimediale iscrivendoti al Club dei lettori del Corriere Musicale con un abbonamento Rodolfo, Rodrigo o Conte d'Almaviva 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'autore: Francesco Lora

È laureato con lode in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo, ed è dottore di ricerca in Musicologia e Beni musicali (Università di Bologna). Con Elisabetta Pasquini ha fondato la collana «Tesori musicali emiliani» (Bologna, Ut Orpheus, 2009-) e vi pubblica in edizione critica l’Integrale della musica sacra per Ferdinando de’ Medici di Perti (2010-11) e tutti gli oratorii di Colonna (già usciti: L’Assalonne, Il Mosè e La profezia d’Eliseo, 2013-16). Collabora alla Cambridge Handel Encyclopedia, al Dizionario biografico degli Italiani, al Grove Music Online e alla Musik in Geschichte und Gegenwart. Recenti la monografia Nel teatro del Principe. I drammi per musica di Giacomo Antonio Perti per la Villa medicea di Pratolino (Torino-Bologna, De Sono - Albisani, 2016) e l’edizione critica delle musiche nel manoscritto Austriaco laureato Apollini (mottetti e concerti di Lazzari, Perroni e Veracini per l’incoronazione imperiale di Carlo VI d’Asburgo; Padova, Centro Studi Antoniani, 2016). Dal 2003 è critico musicale per testate giornalistiche specializzate, inviato nelle principali istituzioni di spettacolo in Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Spagna e Svizzera. Collabora con «Il Corriere musicale» dal 2013.

Perché non dire la tua? Leggi e accetta la Policy sui commenti