«Carmen» chiude la stagione del Teatro Regio di Torino


di Attilio Piovano foto © Ramella&Giannese


ULTIMO TITOLO IN CARTELLONE, per la stagione del Teatro Regio di Torino, e si è trattato di Carmen, vero e proprio evergreen che di norma, si sa, garantisce il tutto esaurito. La sera dello scorso 22 giugno il capolavoro di Bizet è approdato nell’assai discutibile allestimento dell’Opernhaus Zürich, con la scialba (per non dire pressoché ‘inesistente’) regia di Matthias Hartmann e le scene di Volker Hintermeier in buona parte del tutto prevedibili. Una Carmen mediocrissima, quella alla quale abbiamo assistito, ed è un peccato: perché ci si aspettava davvero qualcosa in più per suggellare una stagione che ha conosciuto momenti di alto livello – lo sanno bene i lettori che forse ci hanno seguito fedelmente – con spettacoli in buon parte di innegabile rilievo.

Nonostante tutto, a fine serata lo spettacolo ha registrato complessivamente un buon successo, grazie al versante musicale (che pure conteneva luci ed ombre). Occorre riconoscerlo, un vero e proprio successo personale lo ha conseguito l’ottima Irina Lungu, non già nei panni della bella e conturbante gitana, bensì nel ruolo della mite Micaëla, tant’è che verrebbe da intitolare «Al Regio, Carmen è… Micaëla», o qualcosa di simile.



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L'autore: Attilio Piovano

Attilio Piovano (Torino, 1958), musicologo e scrittore, ha pubblicato Invito all’ascolto di Ravel (Mursia 1995), i racconti musicali La stella amica (Daniela Piazza 2002) e Il segreto di Stravinskij (Riccadonna 2006), i romanzi L’Aprilia blu (Daniela Piazza 2003) e Sapeva di erica, di torba e di salmastro (rueBallu 2009, prefazione di Uto Ughi). In preparazione una nuova raccolta di racconti musicali. Laurea in Lettere, studi in Composizione, diploma in Pianoforte, in Musica corale e Direzione di Coro, è autore di contributi, specie sulla musica di primo Novecento, apparsi in volumi miscellanei, atti di convegni e su rivista. Saggista e conferenziere, ha collaborato con La Scala, la RAI, il Festival MiTo, lo Stresa Festival, La Fenice, l’Opera di Roma, il Teatro Lirico di Cagliari, l’Unione Musicale, il Teatro Regio, il Politecnico di Torino e con varie altre istituzioni. Corrispondente del «Corriere del Teatro», scrive per «Torinosette», magazine de «La Stampa», ha collaborato con «Amadeus», scrive inoltre per «La Voce del Popolo» (da 24 anni) ed esercita la critica su più testate. Docente di Storia ed Estetica della Musica (dal 1986, presso vari Conservatori), dal 1991 a tutt’oggi è titolare di tale disciplina presso il Conservatorio ‘G. Cantelli’ di Novara dove è inoltre incaricato dell’insegnamento di Musica sacra moderna e contemporanea (Analisi delle forme compositive) nell’ambito del Corso biennale di Diploma Accademico in Discipline Musicali (Musica sacra) attivato a partire dall’a.a. 2008/2009 in collaborazione con il Pontificio Ateneo di Musica Sacra in Roma. A partire dall'anno accademico 2012-2013 tiene un corso monografico su «Architettura, Scenografia e Musica» presso il Dipartimento di Architettura & Design del Politecnico di Torino (in collaborazione con Fondazione Teatro Regio: workshop specialistico destinato al Corso di Laurea Magistrale). È stato Direttore Artistico dell’Orchestra Filarmonica di Torino. Da 37 anni (dal 1976 a tutt’oggi) è organista presso la Cappella Esterna dell’Istituto Internazionale ‘Don Bosco’, Pontificia Università Salesiana (UPS), sezione di Torino. È citato nel «Dizionario di Musica Classica» a cura di Piero Mioli, BUR, Milano (2006), che gli dedica una ‘voce’ specifica (vol. II, p. 1414).

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