Una «Norma» sbagliata a Madrid


di Alberto Bosco foto © Javier del Real


Quando in una Norma è Pollione che alla fine prende più applausi di tutti e dopo «Casta diva» in sala c’è il gelo, qualcosa evidentemente nello spettacolo non ha funzionato. Una produzione sbagliata può capitare a tutti, anche nei migliori teatri e con i migliori artisti, quel che è interessante è cercare di capire perché questo allestimento visto al Teatro Real di Madrid e già andato in scena all’opera di Valencia, non sia riuscito a convincere. Intanto va chiarito che cos’è che rende Norma un’opera così unica. In Norma Bellini riuscì per la prima volta a dare a un melodramma italiano a numeri chiusi un senso autentico di unitarietà drammatica, grazie alla presenza di un personaggio principale che va via via scoprendo in se stessa l’esistenza di una realtà più vera e alta di quella esteriore, quella di un sentimento d’amore che solo in un aldilà può trovare compimento.



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L'autore: Alberto Bosco

Alberto Bosco si è formato a Torino, completando all’Università e al Conservatorio gli studi di composizione, pianoforte e storia della musica. Addottoratosi in letterature e culture comparate, ha ricevuto borse di studio e di ricerca da istituzioni quali il Ministero degli esteri spagnolo, l’Università di Torino, la Commissione Fulbright, la Fondazione Paul Sacher di Basilea e l’Accademia Nazionale dei Lincei. Grazie al sostegno di quest'ultima, ha ricostruito l’epistolario di Massimo Mila e Fedele d’Amico che è in corso di pubblicazione. Attualmente insegna a Madrid, nelle sedi distaccate dell’Università di Saint Louis e Stanford. Collabora regolarmente con riviste specializzate, società di concerti ed enti lirici, in particolare con l'Unione Musicale e il Teatro Regio di Torino, con il Teatro alla Scala di Milano, il Giornale della Musica e dall'aprile 2016 con Il Corriere Musicale.

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