Schubert, “La morte e la fanciulla” nella rielaborazione di Mahler


A Torino un concerto in collaborazione tra l’orchestra Archi dell’associazione De Sono e la corale Stefano Tempia. Nella prima parte del programma la Messa in sol maggiore D 167


di Attilio Piovano foto Pasquale Juzzolino


NASCE DA UNA SIGNIFICATIVA COLLABORAZIONE il doppio concerto di lunedì 30 e martedì 31 marzo 2015, a Torino, in Conservatorio che ha visto uniti nel segno di Schubert il coro dell’Accademia Stefano Tempia (la più antica e blasonata associazione musicale torinese, essendo sorta nel 1875) e l’orchestra Archi, fiore all’occhiello della relativamente giovane De Sono: forte in realtà di oltre venticinque anni di attività, durante i quali ha sostenuto con borse di studio centinaia di giovani musicisti oggi in carriera, meritevole inoltre per le sue prestigiose iniziative in campo editoriale, specificamente musicologico e per la sua attività organizzativa in campo concertistico. Concerto strenuamente voluto dai direttori artistici delle due istituzioni, rispettivamente Guido Maria Guida e Francesca Camerana, convinti entrambi dell’opportunità di unire le risorse artistiche in una città come Torino dalle enormi potenzialità e con un pubblico ricettivo e attento alla qualità: entrambi in sintonia sulla necessità imprescindibile di ‘puntare’ sui giovani (il senso artistico della De Sono è proprio questo) dunque sulla formazione delle nuove generazioni, offrendo occasioni altamente qualificate, è il caso dell’orchestra Archi.



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L'autore: Attilio Piovano

Musicologo e scrittore, ha pubblicato (tra gli altri) Invito all’ascolto di Ravel (Mursia 1995, ristampa RCS 2018), i racconti musicali La stella amica (Daniela Piazza 2002), Il segreto di Stravinskij (Riccadonna 2006) e L’uomo del metrò (e-book interattivo per i tipi de ilcorrieremusicale.it 2016, prefazione di Gianandrea Noseda). Inoltre i romanzi L’Aprilia blu (Daniela Piazza 2003) e Sapeva di erica, di torba e di salmastro (rueBallu 2009, prefazione di Uto Ughi). Coautore di una monografia su Felice Quaranta (con Ennio e Patrizia Bassi, Centro Studi Piemontesi 1994), del volume Venti anni di Festival Organistico Internazionale (con Massimo Nosetti, 2003), curatore e coautore del volume La terza mano del pianista (Testo & Immagine 1997). Laurea in Lettere, studi in Composizione, diploma in Pianoforte, in Musica corale e Direzione di Coro, è autore di contributi, specie sulla musica di primo ‘900, apparsi in volumi miscellanei, atti di convegni e su rivista. Saggista e conferenziere, vanta collaborazioni con La Scala, Opéra Royal Liège, RAI, La Fenice, Opera di Roma, Lirico di Cagliari, Coccia di Novara, Carlo Felice di Genova, Stresa Festival, Orchestra Camerata Ducale ecc.; a Torino col Festival MiTo (già Settembre Musica, ininterrottamente dal 1984), Unione Musicale, Teatro Regio, Politecnico e con varie altre istituzioni. Già corrispondente del «Corriere del Teatro», ha esercitato la critica su più testate; dalla fondazione scrive per «ilcorrieremusicale.it»; ha scritto inoltre per «Torinosette», magazine de «La Stampa», ha collaborato con «Amadeus» e scrive (dal 1989) per «La Voce del Popolo» (dal 2016 divenuta «La Voce e il Tempo»); dal 2018 recensisce per «Il Corriere della Sera» (edizione di Torino). Membro di giuria in concorsi letterari nonché di musica da camera e solistici. Docente di Storia ed Estetica della Musica (dal 1986, presso vari Conservatori), dal 1991 a tutt’oggi è titolare di cattedra presso il Conservatorio “G. Cantelli” di Novara dove è inoltre incaricato dell’insegnamento di Storia della Musica sacra moderna e contemporanea nell’ambito del Corso biennale di Diploma Accademico in Discipline Musicali (Musica sacra) attivato dall’a.a. 2008/2009 in collaborazione col Pontificio Ateneo di Musica Sacra in Roma. Dal 1° gennaio 2018, cura inoltre l’Ufficio Stampa del Conservatorio “G. Cantelli”. Dal 2012 tiene corsi monografici sulla Storia del Melodramma (workshop su «Architettura, Scenografia e Musica» presso il Dipartimento di Architettura & Design del Politecnico di Torino, Corso di Laurea Magistrale, in collaborazione con Fondazione Teatro Regio). È stato Direttore Artistico dell’Orchestra Filarmonica di Torino. Dal 1976 a Torino è organista presso la Cappella Esterna dell’Istituto Internazionale ‘Don Bosco’, Pontificia Università Salesiana (UPS), dal 2017 anche presso la barocca chiesa di San Carlo, nella piazza omonima, e più di recente in Santa Teresa. Nell’autunno del 2018 in veste di organista ha partecipato ad una produzione del Requiem op. 48 di Fauré. È citato nel Dizionario di Musica Classica a cura di Piero Mioli, BUR, Milano © 2006, che gli dedica una ‘voce’ specifica (vol. II, p. 1414).

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