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Franck Bedrossian, Manifesto

Gianluigi Mattietti di Gianluigi Mattietti
7 Novembre 2012
in Recensioni CD, Recensioni Cd Novecento
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Home Recensioni CD
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Contemporanea • Una nuova registrazione firmata Aeon fotografa l’instancabile e sfaccettata ricerca sonora del giovane compositore parigino, fra filiazioni lachenmanniane ed affascinanti echi della musica brasiliana


di Gianluigi Mattietti


S alito all’onore delle cronache italiane con il quartetto Tracés d’ombres alla Biennale di Venezia (dove è stato salutato come campione del movimento del “saturazionismo”), applaudito a Donaueschingen per il suo nuovo lavoro orchestrale, Itself (che ha avuto anche il premio dell’orchestra del SWR), Franck Bedrossian è già da qualche anno un compositore di fama internazionale. È anche già stato pubblicato un libro sulla sua musica, De l’excès du son, con contributi di Pierre Roullier, Philippe Leroux, Raphaël Cendo, Bastien Gallet, Alexis Galpérine, Omer Corlaix (collana «À la ligne», Champigny 2008). La sua carriera è stata fulminante: dopo gli studi al Conservatorio di Parigi (con Allain Gaussin, Gérard Grisey e Marco Stroppa), dal 2002 ha seguito i corsi dell’Ircam (sotto la guida di Philippe Leroux, Philippe Manoury, Brian Ferneyhough e Tristan Murail), ha poi studiato con Lachenmann, nel 2004 ha vinto il Prix Hervé Dujardin della Sacem (la SIAE francese), nel 2005 il Prix Pierre Cardin de composition dell’Académie des Beaux-arts, e lo stesso anno anche il Prix de Rome. Dal 2006 al 2008 è stato pensionnaire a Villa Medici, e dal 2008 è professore di composizione all’Università di Berkeley in California. La sua musica mostra evidenti filiazioni da Grisey e da Lachenmann, nella sua costante ricerca sul suono, sulle sue distorsioni. E ha un’energia primigenia, gestuale, materica che sembra venire da Varèse. Bedrossian lavora spesso con materiali grezzi, asciutti, petrosi, al limite col rumore, trae spesso ispirazione dalla cultura musicale rock e pop e dalle tradizioni popolari. Ma la forma è sempre levigata, malleabile, fatta di processi sonori sofisticati, di evoluzioni complesse, capace di giocare su silenzi, risonanze, esplosioni, su transizioni graduali e simultanee di densità, di velocità, di dinamica.

I lavori cameristici registrati in questo cd ne presentano un interessante compendio, a partire dalla Solitude du coureur de fond, pezzo del 2000 per sassofono contralto: le possibilità espressive dello strumento vengono esplorate attraverso multifonici e tecniche diverse (vibrato, bisbigliando, portato…) che determinano continue metamorfosi timbriche, magnificamente restituite nell’esecuzione di Pierre-Stéphane Meugé, sassofonista dell’Ensemble 2e2m. Questo gruppo esegue poi con grande vividezza due lavori emblematici della “poetica della saturazione”: It (2004-2007) per sette strumenti e Tracés d’ombres (2005-2007). Il primo pezzo sfrutta i tratti idiomatici (e jazz) di alcuni strumenti (sassofono, clarinetto, contrabbasso), con figure sottoposte a continue distorsioni, fatte collidere, trasformate in suoni quasi urlati, animaleschi. Bedrossian crea così «una materia sonora che oscilla tra trasparenza e rugosità», articolata da calibratissimi procedimenti di accumulo, da percorsi timbrici e agogici che si incrociano fra loro. Il gioco della saturazione si unisce alla ricerca dell’accelerazione estrema e virtuosistica nel quartetto per archi Tracés d’ombres (eseguito per la prima volta dal Quartetto Diotima a Villa Medici, nel 2007), con la sua trama nervosa, movimentatissima (in tre movimenti tra loro strettamente concatenati), con materiali estremi, ma con un controllo della forma “bouleziano”. Il cd si completa con tre lavori del 2008, Manifesto per otto fiati, Propaganda per quartetto di sassofoni e elettronica, e Bossa Nova per fisarmonica. Manifesto (dedicato a Frédéric Durieux) si compone di una prima parte densa, statica, materica, alla Xenakis, che genera uno straordinario accumulo di tensione; poi nella seconda parte la musica deflagra in un tessuto polifonico, un caleidoscopio di ritmi e di timbri nel quale affiorano anche numerosi interventi solistici. In Propaganda (pezzo dedicato a James Giroudon, che lo ha commissionato per la Biennale Musiques en Scène di Lione) Bedrossian integra strettamente l’elettronica col suono dei quattro sassofoni (qui il Quatuor Habanera), così come in Bossa Nova (lavoro dedicato a un principe della fisarmonica come Pascal Contyet, che lo esegue anche in questo cd) cerca nello strumento sonorità quasi elettroacustiche, che si fondono con gesti virtuosistici, sovrapposizioni di timbri e di armonie e con echi fantasma della musica brasiliana.


Franck Bedrossian – Manifesto | Pierre-Stéphane Meugé (sassofono), Pascal Contet (fisarmonica), Quatuor Habanera, Ensemble 2e2m, direttore Pierre Roullier | Aeon AECD 1106


© Riproduzione riservata

Tags: AeonBossa NovaEnsemble 2e2mFranck BedrossianItManifestoPascal ContyetPierre RoullierPierre-Stéphane MeugéPropagandaQuatuot HabaneraSolitude du coureur de fondTracés d'ombres
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Docente di Storia della musica all'Università di Cagliari, autore di saggi e studi sulla musica del Novecento e contemporanea, collabora come critico musicale con le riviste Amadeus, The Classic Voice, Musica, Il Giornale della Musica, Golem informazione, Il Corriere Musicale.

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