• Home
  • Chi siamo
  • Disclaimer
  • Privacy
lunedì 12 Ottobre 2026
  • Accedi
  • XX e XXI
  • OPERA
    Il ritorno de La Traviata della Cavani

    Il ritorno de La Traviata della Cavani

    Dal ROF di Pesaro al Coccia di Fano

    Dal ROF di Pesaro al Coccia di Fano

    Tosca, nuova produzione secundum Poda, al Regio di Torino

    Tosca, nuova produzione secundum Poda, al Regio di Torino

    Parzialmente contestata la Carmen di Bizet a Milano

    Parzialmente contestata la Carmen di Bizet a Milano

    L’Aida di Mario Pontiggia a Palermo

    L’Aida di Mario Pontiggia a Palermo

    Due nuove produzioni al Teatro Real di Madrid

    Due nuove produzioni al Teatro Real di Madrid

    Nabucco alla Scala con Chailly e una notevole compagnia di canto

    Nabucco alla Scala con Chailly e una notevole compagnia di canto

    Tornano I puritani a Torino

    Tornano I puritani a Torino

    Pélleas et Mélisande, capolavoro simbolista

    Pélleas et Mélisande, capolavoro simbolista

  • RECENSIONI
    • All
    • CONCERTI
    • Dvd
    • LIBRI
    • Recensioni CD
    • Recensioni Libri
    Un Autunno di Varsavia simbolico e decadente

    Un Autunno di Varsavia simbolico e decadente

    Il Festival MiTo 2026 a Torino. Ecco tutti gli Highlights

    Il Festival MiTo 2026 a Torino. Ecco tutti gli Highlights

    Il ritorno de La Traviata della Cavani

    Il ritorno de La Traviata della Cavani

    Mittwoch aus Licht di Stockhausen alla Deutsche Oper di Berlino

    Mittwoch aus Licht di Stockhausen alla Deutsche Oper di Berlino

    Il Festival MiTo 2026 inaugura con grande successo nel segno di Britten

    Il Festival MiTo 2026 inaugura con grande successo nel segno di Britten

    Gran finale per lo StresaFestival 2026

    Gran finale per lo StresaFestival 2026

    Dal ROF di Pesaro al Coccia di Fano

    Dal ROF di Pesaro al Coccia di Fano

    Tutto Brahms con l’OSNRai, Sul podio Karl-Heinz Steffens, pianista Lukas Sternath

    Tutto Brahms con l’OSNRai, Sul podio Karl-Heinz Steffens, pianista Lukas Sternath

    Mutter, Petrenko e la Royal Philharmonic Orchestra a Torino per i Concerti di Lingotto Musica

    Mutter, Petrenko e la Royal Philharmonic Orchestra a Torino per i Concerti di Lingotto Musica

  • APPROFONDIMENTI
No Result
View All Result
Il Corriere Musicale

La chiamano classica ma è sempre contemporanea
Informazione, riflessione, attualità della musica classica

Anno di fondazione: 2011

  • XX e XXI
  • OPERA
    Il ritorno de La Traviata della Cavani

    Il ritorno de La Traviata della Cavani

    Dal ROF di Pesaro al Coccia di Fano

    Dal ROF di Pesaro al Coccia di Fano

    Tosca, nuova produzione secundum Poda, al Regio di Torino

    Tosca, nuova produzione secundum Poda, al Regio di Torino

    Parzialmente contestata la Carmen di Bizet a Milano

    Parzialmente contestata la Carmen di Bizet a Milano

    L’Aida di Mario Pontiggia a Palermo

    L’Aida di Mario Pontiggia a Palermo

    Due nuove produzioni al Teatro Real di Madrid

    Due nuove produzioni al Teatro Real di Madrid

    Nabucco alla Scala con Chailly e una notevole compagnia di canto

    Nabucco alla Scala con Chailly e una notevole compagnia di canto

    Tornano I puritani a Torino

    Tornano I puritani a Torino

    Pélleas et Mélisande, capolavoro simbolista

    Pélleas et Mélisande, capolavoro simbolista

  • RECENSIONI
    • All
    • CONCERTI
    • Dvd
    • LIBRI
    • Recensioni CD
    • Recensioni Libri
    Un Autunno di Varsavia simbolico e decadente

    Un Autunno di Varsavia simbolico e decadente

    Il Festival MiTo 2026 a Torino. Ecco tutti gli Highlights

    Il Festival MiTo 2026 a Torino. Ecco tutti gli Highlights

    Il ritorno de La Traviata della Cavani

    Il ritorno de La Traviata della Cavani

    Mittwoch aus Licht di Stockhausen alla Deutsche Oper di Berlino

    Mittwoch aus Licht di Stockhausen alla Deutsche Oper di Berlino

    Il Festival MiTo 2026 inaugura con grande successo nel segno di Britten

    Il Festival MiTo 2026 inaugura con grande successo nel segno di Britten

    Gran finale per lo StresaFestival 2026

    Gran finale per lo StresaFestival 2026

    Dal ROF di Pesaro al Coccia di Fano

    Dal ROF di Pesaro al Coccia di Fano

    Tutto Brahms con l’OSNRai, Sul podio Karl-Heinz Steffens, pianista Lukas Sternath

    Tutto Brahms con l’OSNRai, Sul podio Karl-Heinz Steffens, pianista Lukas Sternath

    Mutter, Petrenko e la Royal Philharmonic Orchestra a Torino per i Concerti di Lingotto Musica

    Mutter, Petrenko e la Royal Philharmonic Orchestra a Torino per i Concerti di Lingotto Musica

  • APPROFONDIMENTI
No Result
View All Result
Il Corriere Musicale
No Result
View All Result

Un giovane Mozart giapponese

Mao Fujita a Milano per le Serate Musicali ed Amsterdam al Concertgebouw. Recensioni di Luca Chierici e Antonio D'Amato

Luca Chierici di Luca Chierici
3 Aprile 2023
in Pianoforte
0
Home Pianoforte
109
CONDIVISO
987
LETTO
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

di Luca Chierici


Di Mozart pianistico se ne sente molto poco, soprattutto perché sono pochi i solisti che osano affrontare un repertorio bellissimo quanto “scoperto”, pieno di tante piccole insidie.

E un linguaggio che ammette, ma con cautela, qualche intervento improvvisatorio per certe fermate o sezioni di passaggio: guai a osare troppo e in un paio di casi il ventitreene Fujita ha improvvisato un po’ troppo facendo oscillare la linea narrativa in maniera piuttosto percepibile. Ma in generale il suo è un Mozart giocoso al punto giusto, con le corrette sottolineature nei passaggi al minore, con la tragedia in punta di penna ove occorre. Quattro sonate del medesimo periodo (K.309, 310, 311 e 333) che avevamo tutti in testa ma che non si ascoltavano dal vivo da molto tempo. Il Mozart di Fujita non è quello assertivo di un Friedrich Gulda, segue uno stile più confidenziale alla Haskil (il pianista ha vinto il primo premio nel 2017 al Concorso intitolato alla grande Clara) e potrebbe suggerire una idea sul come l’autore stesso si sia potuto comportare alla tastiera. Sonate già digerite e incise, ne vorremmo ascoltare altre, si spera in un prossimo appuntamento. Il pianista si muove in maniera dinoccolata, ha una sua spontaneità che piace al pubblico che lo applaudito con convinzione. Intanto ha già conquistato da tempo la simpatia di Riccardo Chailly, che lo aveva diretto nel terzo concerto di Rachmaninov alla Scala lo scorso anno e che lo ha avuto come partner anche nel secondo. Un interprete versatile che merita di essere seguito con attenzione e affetto. LC

 


di Antonio D’Amato


IL recital monografico di Mao Fujita, tenutosi sabato sera nella sala piccola del Concertgebouw, ha confermato che Mozart di Mao Fujita è unico. Unico non vuol certo dire definitivo, supremo, inarrivabile, piuttosto, il giovane pianista giapponese incanta ogni qual volta mette mano ad una pagina mozartiana, per il modo in cui riesce a farla sua, riuscendo a leggere tra le righe della partitura con una naturalezza impressionante, unica appunto. Le quattro sonate per pianoforte del periodo “di mezzo” presentate da Fujita ad Amsterdam, si rivelano al pubblico in sala fresche, profumate come fiori sbocciati a Primavera, più che mai attuali. Del resto, non è da tutti portare un concerto di Mozart in ben due finali di concorsi internazionali (portando a casa una vittoria e un secondo posto), questo vuol dire intesa con l’autore. L’attacco della K 309 la dice lunga sulle capacità di Fujita di giocare con gli equilibri mozartiani, il piglio è quello giusto, più di un semplice allegro con spirito, il primo movimento della Sonata in do maggiore ha l’argento vivo addosso: gli abbellimenti qui

sono all’altezza del significato letterale, tra le dita di Fujita hanno quasi un’identità propria. Mozart infatti amava improvvisare di tanto in tanto durante i suoi concerti, partendo dalla partitura la variava, impreziosendola di una nuova veste, scintillante e brilluccicosa.  È facile pensare al fatto che questa sonata fu scritta dall’autore in carrozza così, al volo, buttata giù in poco tempo, espressamente per una sua allieva, la tredicenne Rosa Cannibich. L’Andante centrale eseguito con grande espressione “non troppo rapido”, così come sarebbe piaciuto alla stessa Cannibich, canta con dolcezza ed espressione.
Il «rumoroso rondò pieno di note» (a detta dello stesso Mozart) si ascolta che è un piacere: mordenti, trilli, tremoli, messi lì a far rumore appunto, improvvisamente si trasformano in foglioline di un bonsai appena potato da sapienti mani, o se preferite, divertentissimi origami ritagliati a perfezione, rendendorli quasi animati, del resto in ogni forma d’arte più le cose sono piccole e più i giapponesi si esaltano nel rederle capolavori in miniatura. Anche se con la musica di Mozart, la ricchezza ornamentale e la ricerca maniacale della perfezione estetica rischiano di diventare meri gesti pletorici. Appartiene al blocco centrale della produzione anche la sonata K 310 in la minore, la tonalità la dice lunga su come il nostro piccolo ma già grande samurai debba essere pronto a cambiare registro: cambio di umori, di sensazioni, d’assetto esecutivo, serve più inquetudine, più sofferenza; la stessa sofferenza che Mozart riverserà nella sola altra sonata scritta in tonalità minore. L’incipit si annuncia volutamente isterico, un misto di rabbia e dolore per la scomparsa della madre appena tre giorni a Parigi.

L’autore qui è alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi, più pathos e meno cimento dell’invenzione. Dissonanze armoniche suonano nervose in una marcia che si ripete , rinnovando il dolore. Fujita ha dalla sua un’innata vena di melanconia che nella sonata in la minore gli fa buon gioco. Specie nell’Andante cantabile centrale di cui ne esalta i tratti intimi, introspettivi, toccanti. Il Presto è pirotecnico, denso di luce e brillantezza. In contrapposizione alla sua dubbia data di gestazione, la sonata in si bemolle K 333 ha una struttura precisa, consolidata nella sua forma-sonata con quei suoi tratti melodici, affini alla musica italiana del tempo ma che al contempo conserva sempre la vena mozartiana che ombreggia qua e là su questa sonata dal fare spontaneo e cortese. Il viaggio tra Mannheim a Parigi ha prodotto non soltanto la sonata in do maggiore, ma allo stesso periodo è ascrivibile anche la sonata K 311 in re maggiore dallo stile nobile, concertante, da cui il pianista giapponese ne esce trionfante, a dimostrazione del fatto che il suo Mozart è davvero speciale.

Share44Tweet27
Articolo precedente

Le melodie russe di Anna Netrebko

Articolo successivo

Il pianoforte razionale e positivistico di Piero Rattalino

Luca Chierici

Luca Chierici

Luca Chierici, nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Radio Popolare dalla fine degli anni '70 e per Il Corriere Musicale dal 2012, collabora alle riviste Musica e Classic Voice dalla fondazione. È autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti istituzioni teatrali e concertistiche e case discografiche. Ha collaborato per molti anni alle riviste Amadeus, Piano Time, Opera, Sipario. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha curato numerose voci per la Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso i licei milanesi. Nell'anno accademico 2016-2017 ha tenuto un ciclo di seminari di storia dell'interpretazione pianistica presso il Conservatorio di Novara (ciclo che è stato replicato per l'anno 2017-2018 al Conservatorio di Piacenza). Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di oltre 140.000 spartiti e una collezione di oltre 70.000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha contribuito in qualità di consulente al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano. Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

CorrelatiArticoli

Tjeknavorian e Alexandra Dovgan all’Auditorium

Tjeknavorian e Alexandra Dovgan all’Auditorium

di Luca Chierici
11 Ottobre 2026
0

È la settimana delle giovani pianiste a Milano: dopo il recente esordio di Martina Meola con il Secondo concerto di...

Martina Meola e Diego Ceretta a Milano

Martina Meola e Diego Ceretta a Milano

di Luca Chierici
9 Ottobre 2026
0

Martina Meola è una pianista non ancora quattordicenne che si è esibita mercoledì scorso per la Società dei Concerti, accompagnata...

Il trionfo del Classico

Il trionfo del Classico

di Luca Chierici
12 Giugno 2026
0

Il grande successo era atteso e anche se avevamo ascoltato Sokolov in passato nelle composizioni che costituivano l’impaginato dell’altra sera,...

Il misterioso e introverso Rachmaninoff di Pletnev

Il misterioso e introverso Rachmaninoff di Pletnev

di Luca Chierici
22 Maggio 2026
0

Secondo appuntamento del ciclo Rachmaninoff con Mikhail Pletnev, impegnato questa volta con il Concerto n. 2 in do minore op.18,...

Un nuovo straordinario pianista giapponese

Un nuovo straordinario pianista giapponese

di Luca Chierici
22 Aprile 2026
0

Una scoperta davvero sensazionale è stata quella di un recital organizzato dalle Serate Musicali nel nome del pianista giapponese Masaya...

Yulianna Avdeeva per gli Amici della Musica di Palermo

Yulianna Avdeeva per gli Amici della Musica di Palermo

di Monika Prusak
9 Aprile 2026
0

Sono passati oltre quindici anni dal premio che Yulianna Avdeeva ha vinto a Varsavia, distinguendosi per il rigore tecnico e...

Articolo successivo
Il pianoforte razionale e positivistico di Piero Rattalino

Il pianoforte razionale e positivistico di Piero Rattalino

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Recensioni

Un Autunno di Varsavia simbolico e decadente
RECENSIONI

Un Autunno di Varsavia simbolico e decadente

1 settimana fa
Il Festival MiTo 2026 a Torino. Ecco tutti gli Highlights
MiTo

Il Festival MiTo 2026 a Torino. Ecco tutti gli Highlights

3 settimane fa
Il ritorno de La Traviata della Cavani
OPERA

Il ritorno de La Traviata della Cavani

3 settimane fa

I più letti di ieri

  • Salt Catchers – Sheppard | Marcotulli | Benita

    Salt Catchers – Sheppard | Marcotulli | Benita

    11 condivisioni
    Share 4 Tweet 3
  • Tjeknavorian e Alexandra Dovgan all’Auditorium

    15 condivisioni
    Share 6 Tweet 4
  • Khatia Buniatishvili delude a Milano

    1646 condivisioni
    Share 658 Tweet 411
  • Sofia Gubaidulina, Canticle of the Sun

    22 condivisioni
    Share 9 Tweet 6
  • Aaron Copland, un americano a Parigi

    36 condivisioni
    Share 14 Tweet 9

Newsletter

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit. Aenean commodo ligula eget dolor.
SUBSCRIBE

Site Links

  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org
  • XX e XXI
  • OPERA
  • RECENSIONI
  • APPROFONDIMENTI

© 2021 Il Corriere Musicale - Informazione e riflessione sulla musica classica Il Corriere Musicale.

Ben ritornato!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Accedi
No Result
View All Result
  • XX e XXI
  • OPERA
  • RECENSIONI
  • APPROFONDIMENTI

© 2021 Il Corriere Musicale - Informazione e riflessione sulla musica classica Il Corriere Musicale.

Not enough quota to unlock this post
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Continuando a navigare nel Corriere Musicale accetti l’utilizzo dei cookie.