Festival Pontino di Musica 47a edizione

Il pianista Emanuele Arciuli sarà protagonista del concerto il 24 luglio

Gli Incontri di studio di musica contemporanea hanno aperto al Castello Caetani di Sermoneta il 47° Festival Pontino di Musica con un convegno e una serie di concerti dedicati a Franz Liszt, Roffredo Caetani e la musica d’oggi: un omaggio al compositore ungherese di cui quest’anno si celebra il bicentenario della nascita e che soggiornò più volte a Ninfa istaurando con Roffredo Caetani un profondo legame artistico.

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Diciotto i concerti in programma dall’1 al 30 luglio in alcuni dei luoghi più belli del comprensorio pontino, dal Castello Caetani di Sermoneta alla Grotta di Tiberio di Sperlonga. Sul palco numerosi solisti di fama internazionale, da Natalia Gutman a Elissò Virsaladze, molti dei quali docenti dei Corsi di Perfezionamento di Sermoneta, che ogni anno richiamo giovani musicisti da tutto il mondo.
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La 47ª edizione del Festival Pontino di Musica si è aperta il 1 luglio a Sermoneta nella suggestiva cornice del Castello Caetani con gli Incontri di studio di musica contemporanea (1-3 luglio), appuntamento che da quasi mezzo secolo richiama l’attenzione e la partecipazione di compositori, scrittori e artisti provenienti da tutto il mondo. Tema dell’Incontro di quest’anno – che prevede un convegno e una serie di concerti – è Liszt, Caetani e la musica d’oggi: un omaggio a Franz Liszt e Roffredo Caetani di cui cadono quest’anno rispettivamente il bicentenario della nascita e il cinquantesimo della morte. I due anniversari costituiscono per il Festival Pontino di Musica una singolare opportunità per ricordare il rapporto umano e artistico di questi due musicisti: Liszt fu padrino di Roffredo Caetani, soggiornò a Ninfa più volte e donò al giovane Roffredo, che indirizzò allo studio della musica, il pianoforte Bechstein gran coda che si trova tuttora a Ninfa. Ed è proprio per onorare la memoria del padre Roffredo che Lelia Caetani decise di fondare il Festival nel 1963.

Sabato 16 luglio,  a Sermoneta, sarà la volta di quattro musicisti d’eccezione, docenti storici dei Corsi di perfezionamento del Campus: sono Mariana Sirbu violino, Bruno Giuranna viola, Rocco Filippini violoncello e Franco Petracchi contrabbasso (e direttore dei Corsi), che insieme al giovanissimo e talentuoso violinista turco Deniz Tahberer, suoneranno musica di Schubert, Beethoven e Bottesini.

“Ragione e sentimento” è il titolo che il Quintetto Bottesini ha scelto per il suo concerto in programma all’Abbazia di Fossanova domenica 17 luglio. Curiosità per la riscoperta della compositrice e pianista francese Louise Farrenc (1804-1875), della quale si ascolterà il Quintetto op. 31 n. 2, scritto nel 1840, seguita dal britannico Ralph Vaughan Williams con il suo il Quintetto in do minore del 1903.

Omaggio alla grande musica del cinema italiano con i due concerti di martedì 19 luglio a Fondi e mercoledì 20 luglio a Sperlonga nella cornice dell’antica Grotta di Tiberio, con l’Orchestra di Roma e del Lazio diretta da Federico Mondelci, fra i principali sassofonisti italiani di oggi che eseguiranno le musiche per film più conosciute di Morricone e Piovani (di quest’ultimo la celeberrima Suite da La vita è bella e quella, più rara, tratta da Il Marchese del Grillo), cui seguirà il jazz di Duke Ellington con la famosa In a sentimental Mood e la chiusura affidata al concerto per sax e orchestra Four pictures from New York del compositore marchigiano Roberto Molinelli.

Venerdì 22 luglio sarà Cori, nella cornice del medievale Chiostro di Sant’Oliva, ad accogliere il Festival Pontino per il concerto di Deniz Tahberer, virtuoso musicista turco, giovanissima promessa del violinismo internazionale, accompagnato al pianoforte dall’israeliano Ammiel Bushakevitz. In programma musica di Schubert, Franck, Saint Saëns e dello stesso Tahberer, di cui si ascolterà Persian Girl per violino e pianoforte.

Appuntamento con i docenti dei Corsi di Sermoneta sabato 23 luglio al Castello Caetani: sarà la volta dell’arpa di Ursula Holliger e del flauto di Peter-Lukaf Graf in un concerto di ampio respiro con musica di Louis Spohr, André Jolivet, Debussy, Kazuo Fukushima, Chopin, Saint-Saëns, Ravel e Joseph Lauber.

Schumann, Haydn, Liszt e Bartók sono gli autori scelti da Emanuele Arciuli per il suo recital pianistico all’Abbazia di Fossanova domenica 24 luglio. Fra i migliori pianisti italiani di oggi, ad Arciuli è stato recentemente conferito il prestigioso Premio della critica musicale «Franco Abbiati» come miglior solista del 2010.

All’Anfiteatro di Leonola, martedì 26 luglio protagonista è il jazz con il Paolo Recchia Trio. Il sassofonista di Fondi, ospite dei principali festival jazz italiani, suonerà al Pontino con il suo trio – formato da Nicola Muresu al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria – il repertorio della grande tradizione jazzistica che fa parte del suo ultimo CD Ari’s Desire dove elementi della tradizione blues e swing si fondono con un linguaggio moderno.

Il soprano Laura Catrani propone un originale percorso sulla voce del Novecento con il concerto Vox in femina mercoledì 27 luglio all’Auditorium di Sperlonga. È la stessa cantante a spiegare questa sua originalissima proposta musicale: “Vox in femina è una idea. Un disegno circolare di immagini silenziose. Vox in femina è  respiro e danza. Un corpo che diventa la voce, il canto, il sussurro e l’urlo di tutte le donne, in un viaggio antropologico nel mondo femminile”. Si tratta, dunque, di un concerto-spettacolo, nato nel 2009, che si avvale delle immagini di StalkerVideo e partirà dal XII secolo, con il misitco Hymnus de Sancta Maria di Hildegard von Bingen, per arrivare alle composizioni di Cathy Berberian, Matteo Franceschini, Luciano Berio, Vittorio Montalti, Alessandro Solbiati e David Zelavi e una serie di “Improvvisazioni intorno a una idea musicale di Tomaso Olivari”.

Nel Cortile della Giudea di Fondi giovedì 28 luglio il Festival presenta i Giovani talenti del Conservatorio “O. Respighi” di Latina, una collaborazione che prosegue ormai felicemente da alcuni anni. Sono il pianista Matteo Zoli e due percussionisti, Gianluca Manfredonia e Cecilia Martellucci, impegnati in vario modo e con i loro strumenti, compresi la marimba, nell’esecuzione di musiche di Bach, Chopin, Liszt, Albeniz e dei contemporanei Kevin Volans, Luigi Marinaro e Omar Musser.

Il concerto di chiusura del Festival Pontino si terrà al Castello Caetani di Sermoneta sabato 30 luglio con l’Orchestra della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino diretta da Pavel Berman, giovane violinista e direttore d’orchestra russo, figlio del famoso pianista Lazar Berman.

Come ogni anno ai concerti del Festival si affiancheranno quelli dei Giovani artisti dal mondo: sono i musicisti dei Corsi di perfezionamento di interpretazione musicale, le giovani promesse del domani, provenienti dai cinque continenti, che terranno un concerto a fine corso.

Biglietti: da € 5 a €15.

Informazioni: Campus Internazionale di Musica, Via Varsavia 31 Latina, Tel 0773-605551; www.campusmusica.it, info@campusmusica.it.

 

Comunicato stampa

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Alessandro Solbiati, consulente artistico del Campus Internazionale di Musica di Latina, così ha spiegato i concerti di musica contemporanea dell’edizione 2011:

“Alcune linee-guida contrassegnano le Giornate di Musica Contemporanea del Festival Pontino 2011, che, pur disegnate sui limiti imposti dai consueti tagli finanziari, offrono non pochi elementi di interesse.

– Per il secondo anno consecutivo si vuole contestualizzare la riflessione sul comporre odierno entro i più ampi percorsi della tradizione musicale. Se nel 2010 ciò era avvenuto creando un ponte tra taluni sorprendenti aspetti dell’opera di Robert Schumann e la musica d’oggi, analogo stimolo proviene quest’anno dal Bicentenario della nascita di Franz Liszt e dal Cinquantenario della scomparsa di Roffredo Caetani. Ben al di là dei motivi di interesse locale dovuti alle relazioni tra Liszt ed il genius loci Caetani, è sufficiente prendere in considerazione le stupefacenti arditezze pianistiche lisztiane e le sconvolgenti profezie delle sue ultime opere per comprendere quanto sia possibile rispecchiare in esse alcune istanze della nostra contemporaneità.

– il nome di Liszt è inestricabilmente legato al pianoforte. Ecco quindi che la doppia presenza pianistica di Roberto Prosseda e di Maria Grazia Bellocchio consente di accostare le forme, le articolazioni e i timbri  pianistici di Liszt e di Caetani a quelli delle pagine di autori quali Ligeti, Kurtag, Clementi, Dusapin, Fedele, Dall’Ongaro, fino ai più giovani Gervasoni e Momi, scritte tutte almeno cent’anni dopo la morte di Liszt, cioè dopo il 1986.

– l’importante prima esecuzione di Luis de Pablo che il violino di Francesco D’Orazio propone in apertura costituisce un affettuoso saluto al nuovo Presidente onorario del Festival, una delle figure più significative della musica e della cultura europea.

– il ritorno al Campus del Divertimento Ensemble di Milano diretto da Sandro Gorli, che fu presente al Festival più di trent’anni fa, vuole festeggiare il fatto che tale Ensemble è nel frattempo divenuto una delle realtà italiane ed internazionali più impegnate ed attive nella diffusione della giovane musica europea, non solo mediante una stagione milanese di concerti, ma anche con concorsi ed attività seminariali e didattiche.

Ciò prelude ad un futuro tema di riflessione delle Giornate di Musica Contemporanea, cioè una ricognizione approfondita sulla musica composta dalle generazioni più giovani agenti nel nostro continente. Più del 50% del programma proposto dal Divertimento Ensemble è costituito da brani composti da autori di età tra i venticinque e i quarant’anni, due provenienti dal Corso di Composizione di Sermoneta, altri già ben noti a livello internazionale: bisogna ascoltare di più quanto di davvero nuovo sta avvenendo oggi.

– tutti i tre concerti (Divertimento Ensemble, Roberto Prosseda, Maria Grazia Bellocchio) contengono un brano di Aldo Clementi: la notizia della scomparsa di uno dei grandi compositori amici più cari del Campus è giunta troppo tardi per potergli subito dedicare un omaggio più organico ed ampio, ma costituisce la prima pietra di quanto il Festival farà molto presto per lui”.

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