Fournel vincitore del Viotti 2013

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Concorsi Il giovane pianista, grande eleganza e tecnica solida, si aggiudica il primo premio dell’importante concorso pianistico; ex aequo al terzo posto i due russi Panfilov e Sychev


di Attilio Piovano


A TUTTI GLI APPASSIONATI DI CLASSICA, e in particolare agli amanti del pianoforte e della sua letteratura: Jonathan Fournel, segnatevi questo nome. È lui il giovanissimo pianista che sabato 26 ottobre ha vinto il prestigioso primo premio alla 64esima edizione del Concorso Viotti, laureato da una giuria di levatura internazionale presieduta da Pietro Borgonovo (tra i membri il russo Boris Petrushansky, il francese Gabriel Tacchino e la finlandese Hamsa Al-Wadi Juris). Appena ventenne, un’aria timida e lievemente spaurita, di certo Fournel farà parlare di sé; peraltro ha già vinto svariati concorsi ed ha suonato in prestigiose sedi; tra i suoi maestri Jean Micault e Aldo Ciccolini. Fisico minuto, appena si siede alla tastiera svela un temperamento davvero eccezionale e una maturità che concorrenti ben più “grandi” di lui ancora non conoscono. E non a caso ha sbaragliato in questa edizione che ha visto la partecipazione di 140 iscritti, riuscendo a superare tutte le selezioni, giungendo in finale assieme al moscovita Alexander Panfilov e al russo Alexey Sychev (entrambi terzo premio ex aequo, secondo non assegnato). Quando Fournel, accompagnato dall’Orchestra Sinfonica Carlo Coccia per la direzione di Alessandro Ferrari, ha attaccato le prime note dello chopiniano Concerto in fa minore op. 21 si è subito compreso di trovarsi dinanzi a un fuoriclasse. Tecnica agguerrita e solidissima, ma anche un cantabile stupendo, un suono perlaceo, ove occorre, vigorosa robustezza, senso della forma, bei fraseggi, capacità di intesa con l’orchestra, comunicativa. Del Concerto ha dato un’interpretazione virile e poetica nel contempo, senza indulgere in inutili smancerie e sentimentalismi retrò, di indicibile eleganza e souplesse (superbo l’iridescente Larghetto dove pareva galleggiare come senza peso).

Certo, dato il livello dei concorrenti giunti dai quattro capi del mondo (perfino dalla Nuova Zelanda) dev’essere stato ben arduo selezionare con inflessibile rigore scremando sino a lasciare in pista sei semifinalisti e appunto i tre finalisti che si sono contesi la vittoria. I due russi hanno preferito giocare in casa proponendo il Secondo e il Terzo di Rachmaninov; il pubblico ha decretato il proprio favore ad Alexey Sychev, dita d’acciaio, una tecnica sbalorditiva e gragnole di note nel mitico Rach III che hanno abbacinato l’uditorio, anche se a nostro avviso gli manca ancora qualcosa per essere un musicista completo. Quanto a Panfilov ha poco cantabile, invece, pur in presenza di tecnica infallibile, sicché al Secondo di Rachmaninov è mancato quel pathos e quella macerazione che ne sono la premessa essenziale (peraltro suonava in apertura di serata e si sa che l’emozione può giocare a sfavore). A tarda notte, dopo simpatiche interviste condotte dal poliglotta e colto Paolo Pomati, cerimoniere di lusso della succulenta serata, la proclamazione del vincitore: lacrime e applausi e un futuro ormai segnato. Molte le autorità intervenute, tra le quali – nell’impossibilità di nominare tutti (amministratori, sponsor e via dicendo) – citiamo almeno Cesare Emanuel, Rettore dell’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro” (istituzione che ha patrocinato quest’anno il concorso), a lui l’onore della consegna del premio al vincitore, attorniato da validi studenti e studentesse, ottimi traduttori; immancabile il sindaco di Fontaneto Po, patria del sommo violinista piemontese che, emigrato in Francia, per qualche anno, pensate un po’, fu costretto a commerciare in champagne per… sopravvivere. Altri tempi: oggi il ventenne Fournel torna in Francia dopo aver trionfato a due passi dalla terra natale di Viotti. Chapeau.

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L'autore: Attilio Piovano

Musicologo e scrittore, ha pubblicato (tra gli altri) Invito all’ascolto di Ravel (Mursia 1995, ristampa RCS 2018), i racconti musicali La stella amica (Daniela Piazza 2002), Il segreto di Stravinskij (Riccadonna 2006) e L’uomo del metrò (e-book interattivo per i tipi de ilcorrieremusicale.it 2016, prefazione di Gianandrea Noseda). Inoltre i romanzi L’Aprilia blu (Daniela Piazza 2003) e Sapeva di erica, di torba e di salmastro (rueBallu 2009, prefazione di Uto Ughi). Coautore di una monografia su Felice Quaranta (con Ennio e Patrizia Bassi, Centro Studi Piemontesi 1994), del volume Venti anni di Festival Organistico Internazionale (con Massimo Nosetti, 2003), curatore e coautore del volume La terza mano del pianista (Testo & Immagine 1997). Laurea in Lettere, studi in Composizione, diploma in Pianoforte, in Musica corale e Direzione di Coro, è autore di contributi, specie sulla musica di primo ‘900, apparsi in volumi miscellanei, atti di convegni e su rivista. Saggista e conferenziere, vanta collaborazioni con La Scala, Opéra Royal Liège, RAI, La Fenice, Opera di Roma, Lirico di Cagliari, Coccia di Novara, Carlo Felice di Genova, Stresa Festival, Orchestra Camerata Ducale ecc.; a Torino col Festival MiTo (già Settembre Musica, ininterrottamente dal 1984), Unione Musicale, Teatro Regio, Politecnico e con varie altre istituzioni. Già corrispondente del «Corriere del Teatro», ha esercitato la critica su più testate; dalla fondazione scrive per «ilcorrieremusicale.it»; ha scritto inoltre per «Torinosette», magazine de «La Stampa», ha collaborato con «Amadeus» e scrive (dal 1989) per «La Voce del Popolo» (dal 2016 divenuta «La Voce e il Tempo»); dal 2018 recensisce per «Il Corriere della Sera» (edizione di Torino). Membro di giuria in concorsi letterari nonché di musica da camera e solistici. Docente di Storia ed Estetica della Musica (dal 1986, presso vari Conservatori), dal 1991 a tutt’oggi è titolare di cattedra presso il Conservatorio “G. Cantelli” di Novara dove è inoltre incaricato dell’insegnamento di Storia della Musica sacra moderna e contemporanea nell’ambito del Corso biennale di Diploma Accademico in Discipline Musicali (Musica sacra) attivato dall’a.a. 2008/2009 in collaborazione col Pontificio Ateneo di Musica Sacra in Roma. Dal 1° gennaio 2018, cura inoltre l’Ufficio Stampa del Conservatorio “G. Cantelli”. Dal 2012 tiene corsi monografici sulla Storia del Melodramma (workshop su «Architettura, Scenografia e Musica» presso il Dipartimento di Architettura & Design del Politecnico di Torino, Corso di Laurea Magistrale, in collaborazione con Fondazione Teatro Regio). È stato Direttore Artistico dell’Orchestra Filarmonica di Torino. Dal 1976 a Torino è organista presso la Cappella Esterna dell’Istituto Internazionale ‘Don Bosco’, Pontificia Università Salesiana (UPS), dal 2017 anche presso la barocca chiesa di San Carlo, nella piazza omonima, e più di recente in Santa Teresa. Nell’autunno del 2018 in veste di organista ha partecipato ad una produzione del Requiem op. 48 di Fauré. È citato nel Dizionario di Musica Classica a cura di Piero Mioli, BUR, Milano © 2006, che gli dedica una ‘voce’ specifica (vol. II, p. 1414).

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