La Gazza ladra vola ancora nei cieli di Milano


di Luca Chierici foto © Brescia&Amisano


Un notevole successo, per nulla adombrato da qualche disapprovazione mirata e calcolata durante lo svolgimento dello spettacolo e come al solito ripresa in uno spiacevole battibecco finale tra certi loggionisti e il pubblico che loro rispondeva dalla platea: questa la cronaca della serata che doveva riparare – e ha in effetti riparato – il torto di una assenza de La gazza ladra dal Teatro alla Scala durata quasi cento e ottanta anni. Un periodo di vuoto che spesso fa seguito a stagioni di ampio consenso, come quelle che avevano caratterizzato la presenza del capolavoro rossiniano nella nostra città tra il 1817 e il 1842.

Artefice di questa ripresa è stato Riccardo Chailly, che si è speso in un lungo e profondo lavoro di concertazione con l’entusiasmo che ha sempre caratterizzato in lui lo studio dei grandi capolavori del passato. L’esecuzione di ieri sera ha tra le altre cose riconfermato la grandezza di questo singolare momento del percorso artistico di Rossini, grandezza che in tempi moderni era certamente già nota a coloro che avevano almeno assistito a una importante recupero avvenuto a Pesaro quasi trent’anni fa da parte di Gianluigi Gelmetti. In quell’occasione si era utilizzata l’edizione critica curata dal recentemente scomparso Alberto Zedda (cui la serata di ieri era dedicata) e si era potuto contare su una generazione di cantanti rossiniani di primo piano.



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L'autore: Luca Chierici

Nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Popolare Network dal 1978 e per Il Corriere Musicale dal 2012, è autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti riviste di settore e case discografiche. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha collaborato alla Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso alcuni licei milanesi. Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di quasi 110.000 spartiti e una collezione di oltre 70000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha collaborato al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano.Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

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