Posts Tagged 'Gabriele Ferro'

L’italiana in Algeri a Palermo

L’italiana in Algeri a Palermo

L’italiana in Algeri è un’opera da maneggiare con cura, perché il livello della musica di Rossini è molto alto ma l’azione già di suo irreale si dispiega in una drammaturgia dall’equilibrio instabile. Che una donna destinata a un serraglio arabo riesca a darla a bere al Bey assatanato, a liberare gli altri prigionieri italiani, a imbarcare tutti per tornare in Italia, incluso il suo innamorato ritrovato – anche lui in condizione di schiavitù presso il Bey –, e persino a propiziare una …

«Norma» a Palermo

«Norma» a Palermo

È appeso a un filo il destino dei protagonisti della Norma belliniana, nella lettura dei due giovani registi siciliani di teatro di prosa, Luigi di Gangi e Ugo Giacomazzi, andata in scena al Teatro Massimo di Palermo in coproduzione con l’Arena Sferisterio di Macerata. Il palcoscenico si riempie di stoffe, fili, reti, nodi e telai – ispirazione tratta dalle opere dell’artista sarda Maria Lai –, ognuno usato in modo simbolico come il filo rosso che rappresenta lo scudo della divinità Irminsul e v

«Jenůfa»: speranze e pioggia d’oro a Palermo

«Jenůfa»: speranze e pioggia d’oro a Palermo

Mai sulla scena dell’opera appare un personaggio più incline al perdono di Jenůfa: persino lo Stiffelio verdiano nel confronto con l’eroina di Janáček risulta un principiante. Apparentemente smodata, la clemenza di Jenůfa si incardina nell’ethos dell’azione operistica e ne costituisce la chiave di volta. In colpa dall’inizio – incinta e non sposata – Jenůfa è tutta presa dal flusso vitale del suo primo amore per il fatuo Steva: la “perdonite” è l’altra faccia della sua innocenza di fondo, e…..

«Die Zauberflöte» a Palermo

«Die Zauberflöte» a Palermo

Alleggerire Il flauto magico da «ingombranti simboli e oscurità» per lasciare che la musica illumini il senso: è questa la premessa con la quale Roberto Andò firma la messa in scena dello Singspiel mozartiano al Teatro Massimo di Palermo. L’interpretazione di Andò, supportata dall’armoniosa collaborazione di scene e luci oniriche di Gianni Carluccio, si concentra, infatti, sulla leggerezza coinvolgente della fiaba, accentuandone soprattutto gli aspetti comici con protagonisti che scendono spesso