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Il mondo di ieri nell’opera di Márai e Tutino

Luca Chierici di Luca Chierici
3 Agosto 2015
in XX e XXI
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Home XX e XXI
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L’opera di Marco Tutino commissionata dal Festival della Valle d’Itria, dove l’abbiamo ascoltata in prima esecuzione italiana, e dal Maggio Musicale Fiorentino. Una narrativa giocata sul rimpianto del tempo passato e tratta da Le braci dello scrittore ungherese


di Luca Chierici


IL ROMANZO DELLO SCRITTORE UNGHERESE Sándor Márai (1900-1989) che in traduzione letterale suona “Le candele si consumano lentamente” e che è stato pubblicato in Italia nel 1998 con il titolo di Le braci è al centro dell’ultima fatica di Marco Tutino, commissionata dal Festival della valle d’Itria e dal Maggio Musicale Fiorentino. Márai affronta temi delicati e sempre attuali che ruotano attorno ai valori dell’amicizia appena incrinata da una differenza di ceto sociale, all’amore per una stessa donna, il tutto immerso in un periodo storico, quello della finis Austriae, che sembra fatto apposta per fare da sfondo a una narrativa giocata sul rimpianto del tempo passato e sulla resa dei conti di vicende sentimentalmente ingarbugliate. Il fuoco della passione si spegne lentamente e diventa brace, una brace che allo stesso tempo può significare l’affievolimento delle antiche emozioni ma anche una pericolosa miccia che può innescare nuovamente le rivalità.

Le braci, Marco Tutino
Il compositore Marco Tutino

Dal racconto, Tutino ha tratto un libretto d’opera e ha posto le basi per uno spettacolo – quella di Martina Franca era la prima esecuzione italiana – condotto con sensibilità del regista Leo Muscato, con i costumi di Silvia Aymonino e le scene di Tiziano Santi che raffiguravano una sala di un palazzo un tempo arredato con un certo sfarzo e oggi ridotto a una maceria. In tale contesto i due protagonisti (il Konrad di Alfonso Antoniozzi e lo Henrik di Roberto Scandiuzzi) rivivono dopo quarant’anni la loro vicenda con uno sdoppiamento di personalità e attraverso una serie di continui flash back che coinvolgono le loro controfigure giovanili (Davide Giusti e Pavol Kuban), l’amata Kristina (Angela Nisi) e la governante Nini (Romina Tomasoni), tutti interpreti davvero coinvolti nel gioco delle parti e, nel caso soprattutto di Scandiuzzi e Antoniozzi, di grande classe. Un soggetto di questo genere, se trasposto cinematograficamente, potrebbe essere commentato da una colonna sonora che si avvicinerebbe alle linee della musica di Tutino, una musica che riecheggia motivi vagamente brahmsiani (l’introduzione è scandita da un ritmo che ci ricorda l’incipit della prima sinfonia), echi di valzer straussiani e una linea melodica vagamente neoromantica. Se questa è musica contemporanea, si capiscono oggi tanti fenomeni più che criticati da coloro che sostengono ancora le ragioni della ricerca, dell’impegno formale. È vero, come diceva Schönberg, che (c’era) ancora tanta buona musica da scrivere in do maggiore, ma anche i tempi di Nino Rota oramai sono trascorsi e allora i casi sono due: o ci si accontenta di eseguire la musica del passato o si tentano le vie della creatività basata su altri parametri.

tutino2

Lo spettacolo in sé è piaciuto al pubblico perché i temi di una Welt von Gestern esercitano tuttora un certo fascino e gli interpreti tutti, compresi i bravissimi elementi della Fattoria Vittadini, si sono immedesimati in una vicenda che ha tutti i numeri per immergere lo spettatore in una piacevole malinconia rischiarata da momenti di azione (quelli rivissuti come in un sogno) che vengono commentati da Tutino alternando pagine più liriche a una buia staticità che descrive il presente e la fine del tutto. Successo franco, con un debito di riconoscenza per i veterani del palcoscenico, Scandiuzzi in primis, il compositore e i protagonisti dell’allestimento.

Tags: Alfonso AntoniozziAngela NisiDavide GiustiPavol KubanRoberto ScandiuzziRomina Tomasoni
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Luca Chierici

Luca Chierici

Luca Chierici, nato a Milano nel 1954, dopo la maturità classica e gli studi di pianoforte e teoria si è laureato in Fisica. Critico musicale per Radio Popolare dalla fine degli anni '70 e per Il Corriere Musicale dal 2012, collabora alle riviste Musica e Classic Voice dalla fondazione. È autore di numerosi articoli di critica discografica e musicale, di storia della musica e musicologia, programmi di sala e note di lp e cd per importanti istituzioni teatrali e concertistiche e case discografiche. Ha collaborato per molti anni alle riviste Amadeus, Piano Time, Opera, Sipario. Ha condotto Il terzo anello per Radiotre e ha implementato il data base musicale per Radio Classica. Ha pubblicato per Skira i volumi dedicati a Beethoven, Chopin e Ravel nella collana di Storia della Musica. Ha curato numerose voci per la Guida alla musica sinfonica edita da Zecchini e ha tenuto diversi cicli di lezioni di Storia della musica presso i licei milanesi. Nell'anno accademico 2016-2017 ha tenuto un ciclo di seminari di storia dell'interpretazione pianistica presso il Conservatorio di Novara (ciclo che è stato replicato per l'anno 2017-2018 al Conservatorio di Piacenza). Appassionato di tecnologia, ha formato nel corso degli anni una biblioteca digitale di oltre 140.000 spartiti e una collezione di oltre 70.000 registrazioni live. Nel 2007-2008 ha contribuito in qualità di consulente al progetto di digitalizzazione degli spartiti della Biblioteca del Conservatorio di Milano. Dal 2006 collabora alla popolazione del database della Petrucci Library (www.imslp.org).Dal 2014 è membro della Associazione nazionale Critici musicali.

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