di Stefano Cascioli

La fisarmonica è uno strumento molto popolare, che solo in tempi recenti si è fatto spazio nel mondo della musica colta. Grazie all’apporto di validi strumentisti, numerosi compositori hanno dedicato nuove opere alla fisarmonica, ma la necessità di allargare il proprio repertorio ha spinto i fisarmonicisti a reinterpretare alcune pagine tastieristiche della letteratura antica. In questa proposta targata Brilliant Classics, il fisarmonicista Francesco Gesualdi si proietta nei primi anni del ’600, affrontando i contrappunti rinascimentali di Frescobaldi (selezione dal secondo libro di Toccate, e le Partite sopra l’Aria della Romanesca tratte dal primo libro) e Gesualdo (Canzon francese del Principe).

Originariamente, le Toccate sono state concepite per cimbalo et organo, ma la fisarmonica di Gesualdi rievoca maggiormente lo strumento a canne. Non solo per la presenza del mantice, che caratterizza l’emissione di entrambi gli strumenti, ma anche per l’approccio interpretativo. Articolazioni molto nitide, fraseggio breve, tempi comodi e ampi respiri ci proiettano direttamente nell’universo sonoro dell’organo, tra compostezza ieratica e ricami improvvisativi. Notevole la pulizia sonora di Gesualdi, che eccelle nel controllo delle fasce sonore (molto abile l’interprete a mutare timbro nelle varie sezioni, riecheggiando così il cambio di registro nell’organo).

Stesse peculiarità troviamo nell’interpretazione della Canzone di Gesualdo, anche se le numerose volatine presenti a ridosso delle cadenze sono più adatte ad un clavicembalo, rispetto alla più macchinosa fisarmonica.

Conclude l’album un breve, ma coinvolgente brano di Alessandro Solbiati, II Movimento – da Gesualdo a Gesualdi (evidente nel titolo il gioco d’assonanza tra i due nomi), in cui un cromatismo discendente, proveniente da un’opera del genio di Venosa, funge da materiale originario della nuova composizione. I ribattuti sussurrati si sviluppano costantemente, talvolta inframmezzati da forti accordi tenuti, in rottura antitetica con l’inciso ritmico iniziale. La ricerca timbrica di Solbiati ha valido riscontro nell’interpretazione di Gesualdi, che raggiunge le più sottili sfumature dei piani con grande accuratezza e pulizia. Solo un appunto sul CD, possibile che un prodotto discografico in cui sono presenti autori, interprete e curatori del booklet italiani, contenga un libretto con la sola traduzione inglese?

Pubblicato il 2017-09-27 Scritto da StefanoCascioli

Stefano Cascioli

Stefano Cascioli

Laureato in violino (109) e composizione (110 e lode) presso il Conservatorio di Udine, si specializza in pianoforte a Trieste, conseguendo la laurea di secondo livello col massimo dei voti e lode. Premiato in numerosi concorsi nazionali ed internazionali, sotto la guida di Luisa Scattarregia prima e Massimo Gon poi, ha partecipato a numerose masterclasses con i maestri Andrea Carcano, Massimo Gon, Aldo Ciccolini e Paul Badura-Skoda, inoltre ha seguito nel 2014 i corsi tenuti da Robert Levin presso il Mozarteum di Salisburgo. Per il violino, deve la sua formazione ai maestri Annalisa Clemente, Helfried Fister, Stefano Furini e a Diana Mustea, con cui si è laureato. Parallelamente, si è dedicato allo studio del violino barocco e della prassi esecutiva filologica, seguendo i corsi tenuti da Enrico Onofri, Elisa Citterio ed Enrico Gatti.

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