Galuppi sacro secondo il Ghislieri Choir & Consort

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Dal 2010 l’ensemble barocco del Collegio Ghislieri di Pavia, fondato e diretto da Giulio Prandi, ha avviato un importante progetto di riscoperta e incisione del repertorio sacro del Settecento italiano. Primo frutto di questo impegno è un cd (Baldassarre Galuppi, Sacred Music/Sony Music-Deutsche Harmonia Mundi) che propone un significativo florilegio dei numerosissimi lavori liturgici di Baldassarre Galuppi.

Figura fondamentale nello sviluppo del dramma giocoso come dell’opera seria del Settecento, l’ampia e variegata produzione galuppiana sarebbe ben degna di un’attenzione maggiore, anche discograficamente. Animatore del Barocco veneziano e non solo, validissimo rappresentante dello stile italiano più schietto, rivaleggiò con Vivaldi (anche se per poco) nella sua Venezia e con Händel a Londra, dove approdò nel 1741 per sovraintendere, nel seguente anno e mezzo, ad undici produzioni delle sue opere. La consacrazione definitiva avvenne però a partire dal 1748, quando fu eletto vicemaestro della Cappella ducale di S. Marco: nell’aprile del 1762 ne divenne maestro di coro, la carica musicale più prestigiosa in Venezia, e nel giugno del medesimo anno la stessa posizione gli venne tributata dall’Ospedale degli Incurabili presso cui prestava servizio. La sua produzione per la Basilica, parallelamente a quella per gli ospedali (prima i Mendicanti e poi gli Incurabili, come si è visto) mai interrotta, costituisce l’enorme e ricco serbatoio da cui il Ghislieri Consort attinge.

Baldassarre Galuppi, Sacred Music/Sony Music

Cinque le composizioni presentate nel cd: Dixit Dominus (non datato); Nisi Dominus (1777); Kyrie (1746); Gloria (1779); Credo (1781). Complessivamente si copre un arco di tempo di un trentennio circa, ciò che offre la possibilità di una panoramica sulla varietà degli stili compositivi scelti dal Buranello nel corso della sua carriera per questo genere: dal rococò al contrappunto severo della tradizione, dallo stile operistico alla fuga corale.
L’unità strumentale del Consort si comporta bene nel restituire l’espressività tipica degli stilemi barocchi e lavora sulla chiarezza delle strutture contrappuntistiche. Assai azzeccata la scelta delle voci: Roberta Invernizzi (soprano) e Romina Basso (contralto dal timbro scuro, quasi suggerisce un’ambiguità androgina che si accorda molto bene al contesto storico ed estetico) impegnate in numerose arie e insieme nel soave duetto Vanum est vobis del Nisi Dominus, celestiale davvero; Krystian Adam (tenore) e Sergio Foresti(basso) sono le altrettanto valide voci maschili. Tutti abili interpreti perfettamente barocchi, in generale si apprezza il loro vibrato morbido senza sbavature di eccessi.

Un poco in sordina il coro, cauto in certi passaggi dalla forte carica drammatica, suggerita nel testo e nella musica (Dixit iniziale e Judicabit dello stesso lavoro) e penalizzati dalla presa di registrazione gli interventi solistici sempre della compagine corale (Kyrie).
Molto interessante a livello compositivo proprio il Kyrie, come ben sottolinea Giovanni Polin nella nota introduttiva al cd. A tratti sembra già di ascoltare Mozart.

Laura Bigi

Giudizio artistico •••
Registrazione •••
Libretto ••••
(Introduzione a cura di Giovanni Polin con contenuti extra in formato pdf nel cd-rom)
Booklet •••


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