Tutti i post di Maria Severini

L'autore: Maria Severini

Nata a Ferrara si trasferisce nella città di Stradivari, a Cremona, dove studia alla Facoltà di Musicologia. Si sposta a Berlino nel 2010 per fare ricerca e scrivere la tesi di laurea specialistica in Estetica Musicale su Carl Stumpf, musicologo tedesco di inizio Novecento, e sulle sue indagini sulle origini della musica. Ha lavorato come ufficio stampa di alcuni festival, collabora nella sezione musicale di un web magazine italo-berlinese e lavora come addetto stampa in un'agenzia di Berlino che si occupa di musica classica. Da febbraio 2015 collabora con Il Corriere Musicale

Daniel Barenboim (con altri) rinuncia al premio Echo Klassik 2018

Daniel Barenboim (con altri) rinuncia al premio Echo Klassik 2018

Da poche ore circola ormai senza sosta tra i media tedeschi la comunicazione rilasciata da Daniel Barenboim di rinunciare al premio Echo 2018. Da giorni nel clima culturale d’oltralpe si discute infatti sulla legittimazione della premiazione del gruppo rap Kollegah und Farid Bang, assegnatari anch’essi di un riconoscimento agli Echo 2018, incriminati di scrivere testi antisemiti, omofobi e contro le donne. Alcune delle frasi delle loro canzoni non lasciano margine di interpretazione: «Il mio cor

Nuova luce per Jean Sibelius?

Nuova luce per Jean Sibelius?

Il centocinquantesimo anniversario dalla nascita di Jean Sibelius appena trascorso è stata l’occasione per “festeggiare” il compositore in modi diversi. In Germania, per esempio, nel corso del 2015 Sir Simon Rattle aveva diretto i Berliner Philharmoniker nel Sibelius-Zyklus, Ciclo-Sibelius, che prevedeva l’esecuzione di tutte e sette le sinfonie, raccolte ora in una edizione discografica di pregio della quale daremo conto nel corso di questo scritto. Sul versante bibliografico fa discutere . . .

Syrian Expat Philharmonic Orchestra: «La guerra non ci fermerà»

Syrian Expat Philharmonic Orchestra: «La guerra non ci fermerà»

Musica che riunisce. Musica come identità. Sono tante le storie da narrare. Non c’è solo la vicenda di Ayham Ahmad, il pianista amatoriale che canta storie di guerra. Dopo gli ultimi tristi episodi della diaspora siriana, che ha portato anche in Germania un massiccio numero di profughi, la notizia della Syrian Expat Philharmonic Orchestra appare come un segno concreto di integrazione e di speranza.