Eva Mei e Giuseppe Verdi

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Il soprano questa sera in concerto, accompagnata da un pianoforte che appartenne al compositore


di Michele Manzotti


È una delle voci più apprezzate del panorama operistico. Il soprano Eva Mei  sarà protagonista di un recital oggi, 22 giugno, alle 21,15 (informazioni www.estateregina.it) alle Terme Tettuccio di Montecatini, accompagnata dal pianista Andrea Severi. Una serata, nell’ambito della stagione del festival Estate Regina, dedicata a Giuseppe Verdi dato che l’esecuzione avverrà con il pianoforte restaurato a cura del Lions Club di Montecatini. Uno strumento su cui Verdi ha composto, durante i suoi soggiorni nella città termale, alcuni dei suoi lavori. Di lui sono in programma alcune aria da camera e un valzer strumentale.

«Sarà molto interessante — spiega Eva Mei — ascoltare il suono di questo pianoforte in occasione delle arie da camera verdiane che presenterò in concerto. Composizioni che fanno parte del primo periodo verdiano e che considero delle vere e proprie chicche da proporre».

Anche di Vincenzo Bellini sono presenti arie da camera nel programma che propone...
«È un autore che ho affrontato molte volte. In questo caso le sue arie ricordano moltissimo le  opere più famose (Puritani e Sonnambula) ed esprimono al meglio la purezza del compositore. E’ interessante notare come nei lavori da camera, Bellini dimostri la sua attitudine di scrittura al massimo livello».

In mezzo a questi grandi dell’opera ha scelto di proporre anche Luigi Gordigiani, come mai?
«Per me è stata una scoperta recente e molto bella. Peccato che non sia moto conosciuto come compositore, anche perché rende molto bene il concetto di ’toscanità’ adattissimo in occasioni come questa».

Qual è il suo approccio ai recital dove è da sola di fronte al pubblico?
«E’ un momento molto bello, una situazione intima. Non c’è, come nell’opera, il lavoro sul personaggio o la condivisione collettiva dell’esecuzione. In pochi minuti il pubblico recepisce quello che viene offerto dal cantante e dal pianista. Una situazione più difficile, ma anche più autentica».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'autore: Michele Manzotti

Nato a Firenze nel 1960, è musicologo e giornalista. Dopo essersi laureato in Lettere nel 1986, ha collaborato con varie riviste, e ha insegnato storia della musica al Liceo musicale di Arezzo. Assunto al «Resto del Carlino» nel 1990, dal 1995 lavora a «La Nazione», dove attualmente è all'ufficio centrale. Nel 2002 in «Civiltà Musicale» è stato pubblicato il suo catalogo delle musiche non operistiche di Arrigo Boito. Dello stesso anno è l'uscita del libro Attilio Brugnoli-Il pianoforte e la sua mano (Polistampa, Firenze) con cd allegato con la prima incisione assoluta delle musiche di Brugnoli, compositore di cui ha poi raccolto l'opera omnia per l'Enap stampata da Laterza nel 2006. Cura inoltre tramissioni per l'emittente Rete Toscana Classica e collabora con gli Swingle Singers.

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