di Redazione

Pochi mesi fa, il 26 marzo scorso, Pierre Boulez ha compiuto novant’anni. Per quest’occasione l’etichetta discografica Erato Recordings – nata in Francia nel 1953 come label specializzata in musica barocca e poi confluita nella Warner Classics nel 1992 – ha pubblicato una preziosa antologia dedicata al compositore e direttore d’orchestra francese. Il legame tra Boulez e l’etichetta discografica ha radici lontane: a partire dagli anni Sessanta, infatti, la Erato si interessa al compositore e ne registra le esecuzioni più importanti per circa un trentennio, dal 1966 al 1991. Oggi queste incisioni sono state raccolte in un cofanetto di quattordici cd e offrono un’ampia panoramica delle diverse fasi del Boulez direttore, principalmente orientato al repertorio contemporaneo.

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Nel corso della sua lunghissima carriera Boulez si è cimentato sia con i grandi capolavori della modernità musicale che con i risultati più interessanti della contemporaneità, dirigendo opere di compositori lontani tra loro, per tempo e formazione. Attraverso lo sguardo di Boulez, l’antologia della Erato offre così  un ritratto del Novecento musicale sfaccettato e complesso. Qui vengono infatti raccolte opere provenienti da diverse generazioni di compositori: quella immediatamente precedente a Boulez (Stravinsky e Schönberg),  quella a lui contemporanea (Messiaen, Berio, Donatoni, Kurtág, Carter) fino a quella dei più giovani Birtwistle, Dufourt, Harvey, Höller, Ferneyhough. Le registrazioni dell’etichetta francese coprono integralmente gli anni Ottanta e si sporgono ai primissimi anni della decade successiva, con eccezione di Et Exspecto Resurrectionem Mortuorum e Couleurs De La Cité Céleste di Olivier Messiaen, incise nel 1966 a Parigi.

Inoltre questa collezione, che si distingue anche per la riproposta delle cover originali per ogni cd, comprende incisioni altrimenti assenti dalla discografia bouleziana, come le opere di Xenaxis, Donatoni, Dufourt, Fernyhough, Harvey e Höller. Negli ultimi tre cd la Erato ripropone invece alcuni del lavori più noti dello stesso Boulez, (per citarne alcuni da Pli selon pli, a Le visage Nuptial, Le soleil des eaux, Figures, Doubles, Prismes fino alla Sonatine for flute and piano e a Dérive). Se nel caso di Figures, Doubles, Prismes e del corale Cummings ist der Dichter, si tratta di registrazioni rare e dunque preziose, nel caso di Le Soleil des Eaux e Le Visage Nuptial la proposta discografica si riveste di particolare pregio, poichè al momento sono le uniche versioni disponibili.

Boulez affronta questi repertori sostenuto da ensemble eccellenti come il “suo” Intercontemporain, fondato all’Ircam di Parigi, o Les Percussions de Strasbourg, e orchestre del calibro della Chicago Symphony Orchestra, della London Symphony Orchestra, l’Orchestre National de France e la BBC Symphony Orchestra, della quale fu direttore stabile dal 1971 al 1975.

La direzione di Boulez fu talvolta accusata di frigidità, scambiando il suo rigore analitico e la sua tendenza alla perfezione ritmica con freddezza interpretativa. È straordinario invece osservare come il direttore francese riesca ad affrontare un ampio spettro del repertorio contemporaneo di tale difficoltà interpretativa senza mai appiattire le pur calibratissime scelte dinamiche o le variazioni timbriche.

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Pubblicato il 2015-05-28 Scritto da MariaSeverini

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