Grigory Sokolov, Schubert e Chopin


di Attilio Piovano

È considerato uno dei massimi pianisti viventi, «ammirato per la sua introspezione visionaria, la sua ipnotica spontaneità – così di lui è stato scritto – la sua devozione senza compromessi alla musica». Nelle faccende dell’arte si sa è sempre difficile – e anche un filino pericoloso – stilare improbabili classifiche, sta di fatto che Grigory Sokolov è un artista di primissima grandezza, una stella purissima nel firmamento del gotha pianistico internazionale. Ha aperto (a serie riunite) la stagione dell’Unione Musicale, a Torino, la sera di mercoledì 21 ottobre 2015, presso l’Auditorium del Lingotto. Un programma in linea con le sue ben note opzioni interpretative. E allora in apertura ecco la schubertiana Sonata in la minore op. 143 D 784, aspra e scarna come poche altre, dall’atmosfera cupa, livida e per lo più desolata, tutta protesa sugli abissi dell’ignoto. Sokolov ne ha distillato il primo tempo con una rara sapienza, con un tocco magistrale e con una cura maniacale dei dettagli che hanno tenuto il pubblico col fiato sospeso. Anche dove la toccante Sonata si apre a radure melodiche appena un poco più cordiali, Sokolov non ne dimentica il carattere specialissimo e la Stimmung imbevuta di profondo pathos. Così il Finale (Allegro Vivace) che corona questo capolavoro con mirabile coerenza stilistica.



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L'autore: Attilio Piovano

Attilio Piovano (Torino, 1958), musicologo e scrittore, ha pubblicato Invito all’ascolto di Ravel (Mursia 1995), i racconti musicali La stella amica (Daniela Piazza 2002) e Il segreto di Stravinskij (Riccadonna 2006), i romanzi L’Aprilia blu (Daniela Piazza 2003) e Sapeva di erica, di torba e di salmastro (rueBallu 2009, prefazione di Uto Ughi). In preparazione una nuova raccolta di racconti musicali.
Laurea in Lettere, studi in Composizione, diploma in Pianoforte, in Musica corale e Direzione di Coro, è autore di contributi, specie sulla musica di primo Novecento, apparsi in volumi miscellanei, atti di convegni e su rivista. Saggista e conferenziere, ha collaborato con La Scala, la RAI, il Festival MiTo, lo Stresa Festival, La Fenice, l’Opera di Roma, il Teatro Lirico di Cagliari, l’Unione Musicale, il Teatro Regio, il Politecnico di Torino e con varie altre istituzioni. Corrispondente del «Corriere del Teatro», scrive per «Torinosette», magazine de «La Stampa», ha collaborato con «Amadeus», scrive inoltre per «La Voce del Popolo» (da 24 anni) ed esercita la critica su più testate.
Docente di Storia ed Estetica della Musica (dal 1986, presso vari Conservatori), dal 1991 a tutt’oggi è titolare di tale disciplina presso il Conservatorio ‘G. Cantelli’ di Novara dove è inoltre incaricato dell’insegnamento di Musica sacra moderna e contemporanea (Analisi delle forme compositive) nell’ambito del Corso biennale di Diploma Accademico in Discipline Musicali (Musica sacra) attivato a partire dall’a.a. 2008/2009 in collaborazione con il Pontificio Ateneo di Musica Sacra in Roma. A partire dall’anno accademico 2012-2013 tiene un corso monografico su «Architettura, Scenografia e Musica» presso il Dipartimento di Architettura & Design del Politecnico di Torino (in collaborazione con Fondazione Teatro Regio: workshop specialistico destinato al Corso di Laurea Magistrale).
È stato Direttore Artistico dell’Orchestra Filarmonica di Torino. Da 37 anni (dal 1976 a tutt’oggi) è organista presso la Cappella Esterna dell’Istituto Internazionale ‘Don Bosco’, Pontificia Università Salesiana (UPS), sezione di Torino. È citato nel «Dizionario di Musica Classica» a cura di Piero Mioli, BUR, Milano (2006), che gli dedica una ‘voce’ specifica (vol. II, p. 1414).

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