Diario veneziano: Biennale Musica (Live Blog)

Peter Eotvos -foto di C.Guy Vivien

Festival Internazionale di Musica Contemporanea 2011 della Biennale di Venezia: la musica di 76 compositori, con 27  tra prime esecuzioni assolute e riprese moderne, oltre 20 appuntamenti in una settimana: l’inviata Patrizia Luppi seguirà gli eventi più significativi. Questo è il suo diario da Venezia. Tornate a leggerlo più volte durante la giornata.


di Patrizia Luppi


[liveblog]

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'autore: Patrizia Luppi

Giornalista professionista, fa parte dell’Associazione nazionale dei critici musicali. È stata a lungo redattrice di due riviste specializzate, prima Musica Viva e poi Amadeus; nel frattempo ha svolto numerose altre attività, in particolare collaborando con quotidiani (è stata fra l’altro il critico musicale del dorso milanese de La Stampa), con testate settimanali e mensili, con Rai RadioTre e con RaiSat Show. Per un decennio direttore responsabile di Esz News, quadrimestrale delle Edizioni Suvini Zerboni, conserva tuttora uno speciale interesse per la musica contemporanea; attraverso gli studi giovanili di canto, con maestre come Rosetta Noli e Carla Castellani, e quelli di recitazione svolti in età più matura, ha coltivato l’amore per l’opera lirica e per la musica vocale da camera. È vicedirettore del Corriere Musicale

Ci sono 11 commenti all'articolo

  1. luca francesconi

    Maleducatone ! di nuovo buonasera. Allora non si vuole svelare il Futuro ?
    Ma saremo mica in presenza di un codardo che sbraita al vento e poi se la fa addosso ?
    Mah, chissà che gusto c’è a dire le bugie.
    Anche il primo commento, il sig Rizzoli, sostiene che la sala era semivuota. Il ns webmaster ha giustamente esposto i dati oggettivi -grazie-. Ma al di là delle “prove” oggettive chiunque fosse presente ha visto una sala strapiena,e molta gente in piedi. E cosi’ è stato per la maggior parte dei concerti ( dati Biennale : dal 15 al 20% in più e soprattutto giovani).
    Ma cos’è questo livore gratuito, che deve dire bugie, per ottenere cosa ?
    E’ una malattia ? Complessi ? Queste non sono opinioni, sono contraffazioni.
    E le cose “salvate” , che so Ictus e Machaut, pensate che si siano fatte da sole ?
    ” Il loro progetto su Machaut” : ma cosa andate dicendo ??? chi credete che abbia scelto loro e chiesto QUEL pezzo ?? e Ictus , é costato un anno di discussioni per trovare il programma ( oltre of course aver scelto Ictus).
    E Baricco era una mia provocazione, mi sembrava chiaro, messo di fronte a un uomo – Magatti – che lavora sistematicamente sulle cose, sui fatti. Ed anche la ragione per cui non ho usato il titolo Mutazioni (troppo vicino al libro di Baricco) e invece Mutanti, che suggerisce, per chi lo vuol vedere, un punto di domanda alla fine.
    E la Vogata ? Ma chi non ha capito che era una violenta provocazione contro i tagli alla cultura ??? Solo i superficiali e gli imbecilli.
    Se poi invece delle 150 persone aspettate ne arrivano 6 o 700 beh, forse allora vuol dire che mi ero sbagliato: la cultura non è ancora morta.
    Non credo siano venuti per i tortelli e per calpestare tombe.
    Vergogna : lo dico io stavolta.

    E voglio il nome di quel tizio.
    .

  2. luca francesconi

    Carissimi, ribadisco che voglio che questo individuo pubblichi il suo nome.
    Cosi’ posso ( o possiamo, visto che tutti ne hanno il diritto) rispondere a una persona reale.
    In caso contrario il suddetto si qualifica automaticamente.

  3. Simeone Pozzini

    Il Corriere Musicale, nella mia persona e nel ruolo di fondatore, con il sostegno di tutta la redazione, desidera esprimere la propria stima nei confronti della direzione artistica di Luca Francesconi.

    Il sig. “Ivan Futuro” sarà libero di esprimere la propria opinione, come è stato sin qui, se lo farà in modo civile e costruttivo. Altrimenti o suoi commenti saranno marcati come spam.

  4. Magister

    @Ivan Futuro

    Risponde Luca Francesconi, direttore della Biennale Musica:

    Capito per caso su questo interessante blog.
    Sarei contento che il signor Ivan Futuro avesse il coraggio di esprimere le sue opinioni senza nascondersi dietro uno pseudonimo.
    Visto che cita nomi e cognomi di persone che invece la faccia ce la mettono e si prendono dei rischi enormi il minimo che potrebbe fare sarebbe di dare il suo di nome; cosi’ si potrebbe guardarlo,per cosi dire, in faccia.
    E dovrebbe anche informarsi meglio. Tadini non c’entra niente con la regia della scena di Don Giovanni , per esempio. Ma sono dettagli, se uno non capisce lo spirito di una idea: difficilissima da realizzare ma ci si prova.
    La perfezione non esiste ahimè e forse con i preziosi consigli del cosiddetto Ivan potremmo avvicinarci.
    Una volta saputo il nome e il pedigree del Sig. Futuro potremmo convincerlo a candidarsi per la prossima direzione del Festival, utilizzando le quattro lire che sono concesse al suddetto festival.
    Ma si sa, questo è il paese dei pavidi che criticano tutto e si nascondono.
    E agire ?
    Chissà chi si deve vergognare. Ma.
    cordialmente Luca Francesconi

    PS per quel che riguarda il veleno e la raffinatezza degli auspici funebri a me rivolti, mi rimetto ai cornetti e amuleti vari che mi sono procurato nel frattempo.
    Sono sicuro che, in fondo, il Sig. Ivan Futuro nonostante il lugubre atteggiamento da sfigato, non porta veramente sfiga, a dispetto degli sforzi.

  5. Ivan Futuro

    @Samuele De Mauri: il plurale era una dichiarazione del Maestro Francesconi.

    Solo 3 o 4 concerti salvo, Levinas (magnifico), Ictus ensemble (perfetti) e i preziosi Mauillon/Biffi/Hamon con il loro progetto su De Machaut.

    Il resto è stata una fiera dell’usato, ma Francesconi lo si vedeva così orgoglioso e tronfio (di cosa poi non si sà) fra il pubblico che faceva anche un pò tenerezza.

    L’ex direttore della Biennale Musica è stata forse una persona troppo intelligente per poter organizzare un festival del genere. Il risultato è stato infatti un mix di eventi scollegati non confondiamo questo col fatto che la mutidisciplinarietà/presenza/etc. è il carattere distintivo dell’oggi. Non è stato affatto questo, anche se il Maestro lo ha sempre dichiarato. Tra il dire e il fare c’è sempre il Mare!

    E ieri si è anche assistito a un assalto indecoroso e senza rispetto delle tombe intorno alla sepoltura di Stravinsky, tutti sopra le tombe per assistere ad una clarinata all’aperto. Si sono visti tutti questi direttori di Biennale, organizzatori, e altri come un gregge di capre ammassati per il rito funerario. Mostrando una insesibilità assurda (gente che calpestava le tombe e ci saliva sopra per ascoltare e vedere meglio, non accorgendosi che stavano sopra la sepoltura di Emilio Vedova e altri).

    Ma il colto gregge si è espesso al meglio nel Chiostro di San Michele dove dopo un ORRIBILE ripresa di una scena del Don Giovanni (con evidenti problemi tecnici anche di regia del suono… COMPLIMENTI Maestro Tadini!) il “colto” gregge ha assaltato i tavoli del ristoro DISTURBANDO pesantemente una delle 3 esecuzioni importanti di questa Biennale, il Loyaultè que point ne délay di De Machaut!
    Una vergogna!

    In fondo la fine di questa era di Francesconi doveva concludersi proprio così!
    Che il Maestro riposi in pace e soprattutto da altre parti!
    Cari saluti.

  6. Samuele De Mauri

    “Anche a nome di tutti noi”.
    Io non mi riconosco in questo plurale. Lo chiederai tu e basta.
    Poi, addirittura una sorta di funerale del Maestro! Vabbé ma spiega! Ma in quali scelte lo hai trovato pessimo? A me non è sembrato per nulla male il programma. Anzi, di grande valore nonostante la crisi. Io però non avrei invitato Baricco, dopo il suo “L’anima di Hegel e le mucche del Wisconsin”. La presenza dell’Ircam, per esempio, ha dato grande valore. La povertà umana e culturale del mondo la vuoi proprio mettere insieme alla Biennale?

  7. Ivan Futuro

    In questi ultimi giorni di Biennale Musica si ha sempre più la consapevolezza di come la direzione del Maestro Francesconi sia stata mediocre per non dire pessima in alcune scelte. Sicuramente il Maestro ha avuto mille difficoltà nell’organizzare un festival come la Biennale, soprattutto in un periodo come questo di forti tagli e di poca attenzione verso la Cultura, MA proprio in queste occasioni si deve vedere uan direzione di “resistenza” e “protesta”, sfruttando la vetrina che offre la Biennale; e non abbassare il livello musicale a scambi di favore e baratti fra scuole ed istituzioni.
    Sin dal primo anno di direzione si è percepito questo disinteresse di Francesconi verso la cultura musicale, nonostante il Maestro milanese faccia bandiera di una “resistenza” all’imbruttimento del pensiero e del fare musicale.
    Tutti noi ci auguriamo che questa Vogata Rituale, che concluderà (finalmente!!!) questa edizione della Biennale Musica, sia una sorta di funerale del Maestro Francesconi e della sua influenza. E che lo spirito focoso di Stravinsky, a cui Francesconi chiederà consiglio riguardo il futuro della Cultura (anche a nome di tutti noi) lo sotterri insieme con la povertà musicale e umana che infesta questo mondo.
    Cari saluti.

  8. Antonio Rizzoli

    Le ascendenze musicali di Eötvös, eccezionale e parco, ma precisissimo direttore ,sono chiare …. Bártok Béla.
    Non ho trovato entusiasmante il concerto per due pf, mente ho trovato affascinante il concerto per viola e orchestra “Replica”..
    Il pubblico non era foltissimo.
    L’aver piazzato dieci gabinetti chimici dietro il bar ha fatto s’ che si bevesse invasi da mefitici odoro.

Perché non dire la tua?