Il “diario veneziano” di Wagner a Milano

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Il film documentario del regista Gianni Di Capua ripercorre la vicenda storica legata all’ultima esecuzione della “Sinfonia in do maggiore”, scritta nel 1832 e rieseguita cinquant’anni dopo per il compleanno di Cosima. Stasera la proiezione con l’introduzione di Quirino Principe. Il Corriere Musicale è media partner dell’iniziativa | Fotogallery


Dopo essere stato proiettato al Bayreuther Festispiele, alla Library  of Congress di Washington e in molte città italiane, arriva stasera a Milano (Apollo spazioCinema, Galleria de Cristoforis 3, ore 19.30) il film documentario Richard Wagner. Diario veneziano della sinfonia ritrovata, (prodotto da Kublai Film in associazione con Tunastudio e realizzato con il sostegno della Regione Veneto-Fondo regionale per il cinema e della Camera di Commercio di Venezia-Imprese creative, distribuito da Berta Film sales agent internazionale). Il regista e autore Gianni Di Capua sarà presente alla proiezione, introdotta per l’occasione da Quirino Principe.

Nel suo ultimo soggiorno a Venezia, città che amava sopra ogni altra, Richard Wagner ideò un regalo di raro pregio per il compleanno della moglie Cosima: la sera del Natale 1882 le dedicò un’esecuzione della Sinfonia in Do. Erano passati cinquant’anni dalla prima assoluta di questo lavoro giovanile, a lungo creduto disperso e infine fortunosamente ritrovato in forma parziale e ricostruito, su incarico del compositore, dal suo giovane assistente Anton Seidl. Quella veneziana fu una serata in famiglia, ma ospitata in una sede magnifica: le Sale Apollinee del Gran Teatro La Fenice, dove l’orchestra formata dagli insegnanti e dagli allievi del Liceo Musicale Benedetto Marcello si produsse sotto la direzione dello stesso Richard Wagner; il quale, a poche settimane dalla scomparsa (la morte per attacco cardiaco l’avrebbe colpito il 13 febbraio 1883 proprio nella città lagunare), ebbe la gioia di ridare vita alla partitura che aveva composto a soli 19 anni.

Su questa vicenda in cui si incontrano tanti elementi di grande interesse, sia dal punto di vista musicale e musicologico sia da quello sociale e umano, il regista Gianni Di Capua ha costruito il documentario: «Lontano dall’essere un’agiografia del compositore tedesco, e tanto meno il tentativo di risolverne la complessità del pensiero musicale il documentario racconta la vicenda articolata su più registri narrativi, alcuni evidenti, altri meno, altri ancora invisibili, restituendo in filigrana una storia d’amore tra le più intense e controverse di ogni tempo: quella tra Richard e Cosima Wagner».

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