«Don Chisciotte» di Conti, trionfo barocco a Vienna

Il capolavoro viennese del 1719 torna in forma semiscenica al Theater an der Wien. Esperta direzione di Jacobs, compagnia di canto dominata da Degout e dalle donne


di Francesco Lora foto © Thibault Stipal


FRANCESCO BARTOLOMEO CONTI fu tiorbista a ruolo e compositore di grido alla corte imperiale di Carlo VI d’Asburgo: un contesto nel quale lavoravano Fux e Caldara, Zeno e Metastasio, alle dipendenze di un sovrano musicofilo, capace egli stesso di comporre poché figlio di Leopoldo I, autore raffinatissimo di musica e raro intenditore nella stessa materia. Grazie a un’edizione in facsimile, in particolare un dramma per musica di Conti testimonia oggi le caratteristiche del teatro d’opera viennese nell’età di Händel e Vivaldi, nonché la ricchezza di risorse di questo compositore oggi trascurato. Si tratta del Don Chisciotte in Sierra Morena, colossale lavoro in cinque atti (Vienna, carnevale 1719): libretto di Zeno e Pariati ispirato alla prima stesura del capolavoro di Cervantes; balletti alla francese al termine degli atti dispari e scene buffe a mo’ di intermezzi al termine di quelli pari; estesi recitativi colmi d’azione scenica e ironia drammaturgica, e arie caratterizzate dalla guizzante imprevedibilità melodica e dal grazioso pragmatismo veneziano.



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L'autore: Francesco Lora

È laureato in Discipline dell’Arte, della Musica e dello Spettacolo, e dottore di ricerca in Musicologia e Beni musicali (Università di Bologna). Con Elisabetta Pasquini dirige la collana «Tesori musicali emiliani» (Bologna, Ut Orpheus, 2009-) e vi pubblica in edizione critica l’Integrale della musica sacra per Ferdinando de’ Medici di Perti (2 voll., 2010-11) e tutti gli oratorii di Colonna (L’Assalonne, Il Mosè e La profezia d’Eliseo, 2013-16; La caduta di Gierusalemme, c.s.). La sua edizione critica dell’opera La rappresaglia di Mercadante (Bologna, Ut Orpheus, c.s.), anch’essa curata con Pasquini, è alla base dello spettacolo che quest’anno inaugurerà il Festival della Valle d’Itria per celebrare i 150 anni dalla morte del compositore. Sue sono la monografia Nel teatro del Principe. I drammi per musica di Giacomo Antonio Perti per la Villa medicea di Pratolino (Torino-Bologna, De Sono - Albisani, 2016) e l’edizione critica delle musiche nel manoscritto Austriaco laureato Apollini (mottetti e concerti di Lazzari, Perroni e Veracini per l’incoronazione imperiale di Carlo VI d’Asburgo; Padova, Centro Studi Antoniani, 2016). Ha collaborato alla Cambridge Handel Encyclopedia e collabora tuttora al Dizionario biografico degli Italiani, al Grove Music Online e alla Musik in Geschichte und Gegenwart. Dal 2003 è critico musicale per testate giornalistiche specializzate, inviato nelle principali istituzioni di spettacolo in Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Spagna e Svizzera; collabora con «Il Corriere musicale» dal 2013.

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