Ovazioni per Bernard Haitink a Milano


Debutto scaligero per il direttore olandese: concerto molto atteso nel quale ha diretto Ein deutsches Requiem di Johannes Brahms


di Stefano Cascioli foto © Brescia & Amisano


PER LA PRIMA VOLTA BERNARD HAITINK, leggendaria bacchetta olandese, sale sul podio del Teatro alla Scala. Non poteva scegliere programma migliore per un debutto così speciale: Ein deutsches Requiem di Johannes Brahms, pilastro della letteratura decadente tedesca, da sempre parte fondamentale del vastissimo repertorio del direttore, la cui interpretazione storica venne immortalata nel 1980 in un’incisione della Philips, alla guida dei Wiener Philharmoniker.

Già Direttore Musicale della Royal Opera House e principal conductor della London Philharmonic, Haitink vanta numerose collaborazioni con le orchestre più importanti del mondo, in particolare il sodalizio che lo ha legato per più di quarant’anni alla Concertgebouworkest di Amsterdam, è culminato con le incisioni dei più grandi cicli sinfonici dell’Ottocento, oltre che di alcune grandi pagine del Novecento storico. Solo per citare alcune tappe della sua strabiliante carriera, la cui presenza alla Scala era attesa con grande fervore.



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L'autore: Stefano Cascioli

Laureato in violino (109) e composizione (110 e lode) presso il Conservatorio di Udine, si specializza in pianoforte a Trieste, conseguendo la laurea di secondo livello col massimo dei voti e lode. Premiato in numerosi concorsi nazionali ed internazionali, sotto la guida di Luisa Scattarregia prima e Massimo Gon poi, ha partecipato a numerose masterclasses con i maestri Andrea Carcano, Massimo Gon, Aldo Ciccolini e Paul Badura-Skoda, inoltre ha seguito nel 2014 i corsi tenuti da Robert Levin presso il Mozarteum di Salisburgo. Per il violino, deve la sua formazione ai maestri Annalisa Clemente, Helfried Fister, Stefano Furini e a Diana Mustea, con cui si è laureato. Parallelamente, si è dedicato allo studio del violino barocco e della prassi esecutiva filologica, seguendo i corsi tenuti da Enrico Onofri, Elisa Citterio ed Enrico Gatti.

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