L’Orchestra Haydn “guarda ad Est”

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Dopo i grandi cicli sinfonici dedicati nelle ultime stagioni a Beethoven, Schumann, Bruckner, Brahms e Cajkovskij, l’Orchestra Haydn “guarda ad Est”: l’orchestra regionale di Bolzano e Trento avvia la propria 52a stagione, firmata dal direttore artistico Gustav Kuhn che sarà alla guida della compagine in quattro dei quattordici concerti che compongono il cartellone.

E il vulcanico direttore ha pensato ad una programmazione che ama descrivere come una «perlustrazione di un’area geografico-culturale che si potrebbe definire “Vienna e dintorni”, allargando molto a est». Il cuore dell’identità dell’orchestra rimane Vienna, come vuole il nome dell’illustre Franz Joseph, e la vocazione è data anche dalla dimensione dell’organico, plasmato sull’orchestra classica.

Del resto, la stagione di concerti sinfonici, che si svolge principalmente a Bolzano e Trento, offre uno sguardo in parte consueto al repertorio, come è nella natura della programmazione di un’orchestra stabile, con qualche apertura alla contemporanea e a pagine di non frequente ascolto.

Il cartellone, dunque, si muove su una grande varietà di repertorio, pur con un occhio privilegiato sul repertorio viennese (da Haydn con alcune tra le sinfonie meno eseguite alla IV di Mahler), quello dell’Europa austroungarica (la settimana di Dvorak e la rarissima e quasi la sconosciuta Sinfonia n. 1 di Ernö von Dohnányi) e la musica russa (Cajkovskij, Shostakovich, Prokofiev). La stagione si presenta con un’articolazione estremamente duttile, con direttori ospiti di spicco (Kawka, Ràth, Serebier) e solisti amati dal pubblico: tra tutti il pianista Alexander Lonquich, che come sua consuetudine si rivolge a un repertorio di rara esecuzione (Faurè e Strauss) e Enrico Dindo con un caposaldo della letteratura violoncellistica, il Concerto n. 1 di Shostakovich. Molti i programmi variamente mossi, che abbinano pagine classiche con musiche di recentissima composizione; e non mancano le prime  assolute commissionate dall’orchestra: quest’anno la direzione artistica si è rivolta a Marcello Filotei, Alessandro Solbiati e Manuela Kerer. Ci sono anche i «monografici» come il concerto dedicato al Deutches Requiem di Brahms in marzo o la serata quasi interamente wagneriana con il mezzosoprano Stefanie Iràny in gennaio: entrambi saranno diretti da Kuhn che, delle quattro date che si è riservato, ben tre ne ha dedicate a concerti in cui è protagonista la voce. Tra le particolarità della programmazione, anche il concerto per n. 2 armonica e orchestra di Graham Whettam (solista Gianluca Littera). Qui il programma della stagione

 Emilia Campagna


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L'autore: Emilia Campagna

È pianista e critico musicale. Gli studi pianistici l’hanno portata a perfezionarsi con Michele Campanella e ad approfondire lo studio della musica da camera con Pier Narciso Masi all’Accademia Pianistica “Incontri col maestro” di Imola; accanto al perfezionamento pianistico, ha condotto studi umanistici e musicologici presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Trento, dove si è laureata con una tesi sugli Studi per pianoforte di György Ligeti, lavoro che è stato oggetto di una personale e appassionante sintesi tra il proprio percorso pianistico e quello dell’approfondimento musicologico. L’interesse per la divulgazione e la promozione musicale l’ha portata presto a dedicarsi alla critica musicale per il giornale “L’Adige”, su cui scrive dal 1997, e ad occuparsi per alcuni anni dell’attività di comunicazione e ufficio stampa del “Premio Bonporti”, Concorso Internazionale di Musica su Strumenti Originali. Dal 2008 è corrispondente della rivista Amadeus ed inviato di Radio 3 Rai per la trasmissione “Radio 3-Suite”. Accanto all'impegno come critico musicale vive un rapporto a tutto tondo con il mondo musicale: svolge un'attività concertistica in ambito cameristico, si dedica con passione all’insegnamento del pianoforte e tiene corsi di scrittura giornalistica finalizzati alla critica musicale.

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