Trilogia verdiana a Ravenna

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Una scena della Traviata nell’allestimento che viene ripreso in questi giorni a Ravenna

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Opera • Inedita appendice autunnale al Festival della città romagnola in omaggio al bicentenario della nascita del grande compositore. In programma un nuovo allestimento di “Rigoletto” e la ripresa di “Trovatore” e “Traviata” dalle passate edizioni


di Patrizia Luppi


U na terna di spettacoli replicati due volte di seguito: da questa sera a domenica 18, Ravenna renderà ampio omaggio a Giuseppe Verdi con la “Trilogia d’autunno”. Il Festival della città romagnola, infatti, quest’anno ha eccezionalmente deciso di organizzare un’appendice novembrina alle manifestazioni che si tengono tradizionalmente ogni estate; occasione, il bicentenario della nascita del grande compositore, che ricorrerà come ormai tutti sanno nel 2013. I titoli sono quelli della cosiddetta trilogia popolare: Rigoletto in un nuovo allestimento (oggi, il 13 e il 16) e la ripresa dalle stagioni scorse del Trovatore (nei giorni 10, 14 e 17) e della Traviata (11, 15 e 18 novembre).

La firma che unifica questa vera e propria maratona verdiana è quella di Cristina Mazzavillani Muti, fondatrice e condirettore artistico del Festival. Regista di ormai provata esperienza, negli anni scorsi aveva già affidato alle scene con successo la sua idea di due titoli della trilogia: quest’anno si cimenta per la prima volta con la drammatica vicenda ispirata a Victor Hugo. Accanto a lei gli esperti collaboratori di sempre: Vincent Longuemare per il light design, Italo Grassi per le scene, Alessandro Lai per i costumi, Alvise Vidolin per il sound design. Giovani, ma in più di un caso già in brillante carriera, i cantanti: protagonisti, in Rigoletto, Giordano Lucà, Francesco Landolfi e Rosa Feola; nel Trovatore, Luciano Ganci, Anna Kasyan, Dario Solari e Anna Malavasi; nella Traviata, Monica Tarone, Bulent Bezduz e Simone Piazzola. Sul podio dell’Orchestra Giovanile Cherubini ci sarà, per tutt’e nove le serate, Nicola Paszkowski, noto soprattutto per la sua intensa attività alla direzione dell’Orchestra Giovanile Italiana. Partecipa il Coro Lirico Terre Verdiane di Piacenza con il suo maestro Corrado Casati.

Fondamentale, per consentire l’alternarsi degli spettacoli, è stata la creazione di una sorta di scatola scenica in grado di ricomporsi ogni volta in modo diverso per ciascun allestimento. Le nuove tecnologie e la videoarte sono punti di forza di questa versione della trilogia verdiana che Cristina Muti ritiene «saldamente ancorata ad alcuni punti di forza che ritengo fondamentali nel “fare” opera oggi. Innanzitutto, il rigore e la sobrietà. La capacità di far valere la qualità delle idee in un momento, come quello attuale, in cui le risorse finanziarie sembrano non lasciare grandi possibilità. E quindi la volontà di indicare nuove vie alla produzione operistica: si può far bene anche con poco, e si può puntare in alto anche tenendo sotto controllo i bilanci. Senza mai rinunciare alla qualità, anzi impegnandosi totalmente in questo senso. Poi la più innovativa e vitale delle risorse, i giovani».

Tutti gli spettacoli si terranno al Teatro Alighieri, ore 20.30, tranne quelli domenicali, alle 15.30.

Info: www.ravennafestival.org. Biglietti online o presso la Biglietteria del Teatro Alighieri, via Mariani 2, 48121 Ravenna, tel. 0544249244, tickets@teatroalighieri.org

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L'autore: Patrizia Luppi

Giornalista professionista, fa parte dell’Associazione nazionale dei critici musicali. È stata a lungo redattrice di due riviste specializzate, prima Musica Viva e poi Amadeus; nel frattempo ha svolto numerose altre attività, in particolare collaborando con quotidiani (è stata fra l’altro il critico musicale del dorso milanese de La Stampa), con testate settimanali e mensili, con Rai RadioTre e con RaiSat Show. Per un decennio direttore responsabile di Esz News, quadrimestrale delle Edizioni Suvini Zerboni, conserva tuttora uno speciale interesse per la musica contemporanea; attraverso gli studi giovanili di canto, con maestre come Rosetta Noli e Carla Castellani, e quelli di recitazione svolti in età più matura, ha coltivato l’amore per l’opera lirica e per la musica vocale da camera. È vicedirettore del Corriere Musicale

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