La «Cenerentola» delle innovazioni


A Palermo l’opera di Rossini con l’utilizzo in scena della tecnica del “chroma key”, un sistema sofisticato di proiezioni interattive


di Santi Calabrò foto © Rosellina Garbo


Preceduta da un battage adeguato alle innovazioni dell’allestimento, è andata in scena a Palermo la Cenerentola di Rossini, nuova coproduzione tra il Massimo e il Teatro delle Muse di Ancona. Tutta da vedere è l’utilizzazione in scena della tecnica del “chroma key”, un sistema sofisticato di proiezioni interattive. Come spiega il regista Giorgio Barberio Corsetti, si tratta in realtà di due tecniche diverse: «da una parte abbiamo  la possibilità di far agire i cantanti all’interno di scenografie o, come in questo caso, di disegni, che sono giustapposti… dall’altra la possibilità di “dipingere” le scenografie come delle proiezioni video, che sono mappate e vanno a ricoprire esattamente dei punti delle scenografie». Il risultato è spettacolare, tanto più perché in scena agiscono cantanti che recitano benissimo, e il loro frequente primo piano sul video restituisce una “verità” diretta e coinvolgente. Di fronte a un colpo d’occhio così accattivante il pericolo è però quello di non calibrare la sua autonoma capacità di significazione rispetto all’impianto drammaturgico dell’opera, e qui Barberio Corsetti tende a mancare il colpo.



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L'autore: Santi Calabrò

Pianista e musicologo, suona per prestigiose istituzioni, tiene concerti-conferenza e partecipa a convegni in Italia e all’estero. Nelle ultime stagioni ha eseguito con successo diversi concerti per pianoforte e orchestra in Italia, Romania, Ucraina, Bulgaria, e ha tenuto recital e masterclass in varie città italiane ed europee. Svolge attività di critico musicale, pubblica articoli su riviste specializzate ed è autore di saggi per volumi collettanei; si occupa di analisi musicale, drammaturgia musicale, analisi dell’interpretazione, metodologia della tecnica pianistica. Fra i saggi recenti: Tra classicità e teoria degli affetti: Lili Kraus interprete di Mozart (nell’Ebook Punti e contrappunti), La lezione metodologica hegeliana e il “dramma” tonale del sonatismo classico (nel volume Il lamento dell’ideale. Beethoven e la filosofia hegeliana, Eut, Trieste), Artur Schnabel and the Harmonic Functions (nel volume Performance Analysis: a Bridge Between Theory And Interpretation - Cambridge Scholars Publishing), Trasmutazione di un archetipo e sue conseguenze nel I movimento della Sonata op. 110 di Beethoven (Rivista di Analisi e Teoria Musicale). Vincitore di concorso nazionale, insegna presso il Conservatorio di Messina.

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