di Redazione

CapuconNormalmente le case discografiche accostano al Primo di Bruch un altro grande concerto romantico per violino, Brahms e Mendelssohn su tutti. Non è il caso di questa novità Erato, che prima del concerto di Bruch colloca la Symphonie espagnole di Lalo e i Zigeunerweisen di Sarasate, due colossi del repertorio tardo ottocentesco per violino, composti a distanza di pochi anni, accomunati dalla ricerca di un virtuosismo scintillante dello strumento.

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Le due pagine, però, trattano in modo piuttosto differente la concezione della trascendenza violinistica: se Lalo si ispira alla ritmica e alle melodie moresche, che nella Francia dell’epoca destavano particolare ammirazione (Carmen venne rappresentata per la prima volta nel 1875, l’anno successivo alla stesura della Symphonie), Sarasate ricrea con grande suggestione l’atmosfera improvvisata e rapsodica tipica del violino tzigano, con ampio utilizzo di effetti seducenti, come armonici e pizzicati di mano sinistra.

Protagonisti di questa performance, Renaud Capuçon e Paavo Järvi, alla guida dell’Orchestre de Paris, ci regalano un ascolto molto piacevole ed appassionato. Intonazione impeccabile e suono pastoso, Capuçon risolve con disinvolta facilità anche le pagine più complesse, pur mantenendo una notevole singolarità nell’interpretazione. Questo si percepisce soprattutto nel concerto di Bruch, senza dubbio la pagina concettualmente più impegnativa dell’album, dove Capuçon sfoggia un vibrato arioso, declamando le frasi sempre con molta naturalezza. Il rifiuto di alcuna forzatura lo supporta nella ricerca di una morbidezza che si traduce in pulizia di suono, volutamente molto cupo e compatto (basta ascoltare la prima cadenza del concerto per cogliere la singolare impronta sonora che caratterizza l’intera esecuzione).

Non sono da meno Paavo Järvi e la sua orchestra parigina, che accompagnano il solista con grande sapienza. Una base solida aiuta il violino a distendere le proprie trame discorsive, lasciando appena intravedere i controcanti in Lalo e Bruch. Di certo non mancano di veemenza le parti più concitate, si pensi all’Allegro iniziale della Symphonie, che brilla particolarmente per possanza e vigore.

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Pubblicato il 2016-03-23 Scritto da StefanoCascioli

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