Daniele Gatti: «Pelléas et Melisande, una prima volta piena di fascino»


di Michele Manzotti


Da anni è impegnato con l’Orchestre Nationale de France come direttore musicale, anche se sale sul podio di tutte le più grandi orchestre del mondo. È forse anche per questo che Daniele Gatti affronta (dopo un Werther di alcuni anni fa) per la seconda volta un’opera francese. Lo fa con il Pelléas et Melisande che Claude Debussy compose nel 1902 utilizzando il testo di Maurice Maeterlinck. Il maestro sta provando l’opera che andrà in scena dal 18 giugno all’Opera di Firenze per il 78° Maggio Musicale.

Nello scorso autunno lei presentò a Firenze il Prélude à l’après-midi d’un faune di Debussy con l’Orchestre Nationale de France. In questo caso l’autore come tratta le voci?
«Se si legge l’intera partitura non c’è un solo melisma come è invece tradizione nell’opera italiana. In pratica i personaggi sono degli archetipi e all’orchestra è affidato il compito di metterli a nudo. Gli interpreti devono recitare più che cantare, dato che a ogni nota corrisponde una sillaba»



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L'autore: Michele Manzotti

Nato a Firenze nel 1960, è musicologo e giornalista. Dopo essersi laureato in Lettere nel 1986, ha collaborato con varie riviste, e ha insegnato storia della musica al Liceo musicale di Arezzo. Assunto al «Resto del Carlino» nel 1990, dal 1995 lavora a «La Nazione», dove attualmente è all'ufficio centrale. Nel 2002 in «Civiltà Musicale» è stato pubblicato il suo catalogo delle musiche non operistiche di Arrigo Boito. Dello stesso anno è l'uscita del libro Attilio Brugnoli-Il pianoforte e la sua mano (Polistampa, Firenze) con cd allegato con la prima incisione assoluta delle musiche di Brugnoli, compositore di cui ha poi raccolto l'opera omnia per l'Enap stampata da Laterza nel 2006. Cura inoltre tramissioni per l'emittente Rete Toscana Classica e collabora con gli Swingle Singers.

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