Tutti i post di Giampiero Cane

L'autore: Giampiero Cane

Dagli anni Sessanta critico musicale per quotidiani e riviste, collabora ancora oggi con il manifesto. Ha insegnato nell’Università di Bologna, avendo la cattedra di Civiltà musicale afro americana, ma coprendo per sei anni anche l’insegnamento di Storia della musica moderna e contemporanea. È autore di alcuni libri, tra io quali si possono ricordare Tre deformazioni dolorose: Sade, Rossini, Leopardi, Canto nero (sul free jazz), MonkCage (sul Novecento musicale Usa), e Confusa-mente il Novecento.

Bologna, il Ratto mozartiano, la politica

Bologna, il Ratto mozartiano, la politica

Bologna è un grosso borgo d’impianto romano, naturalmente evolutosi un poco nel tempo, che sembra oggi indirizzato alla ricerca della propria possibile omogeneità al livello più basso possibile. Anche se non ha molte probabilità di superare la Capitale qual è oggi, insomma ci prova, ma più per scemenza che con intelligenza criminale. Anche se non pare poter raggiungere in un futuro vicino lo sfascio di Roma, sporcizia, puzza e delinquenza la fanno da padroni in una realtà che un mezzo secolo fa

Bologna Modern, le direzioni della contemporaneità

Bologna Modern, le direzioni della contemporaneità

Una rassegna di una mezza dozzina di concerti di musica soprattutto del Novecento, per la quale il Comunale di Bologna s’è alleato con Musica Insieme. L’hanno chiamata Bologna Modern, sottolineando con una a in meno l’estrema modernità del vecchio inglese; la cosa dovrebbe promuovere l’attività del Comunale, che “modern” non è da generazioni, usando la nuova sigla TCB, che avrebbe lo svelto carattere Usa (e getta) del parlar per sigle. Ok? Ok, ma TDC andrebbe bene? Comunque ci fosse stata . . .

Fil di voce

Fil di voce

Il 16 settembre sul supplemento milanese del Corriere della Sera si poteva leggere una notizia che diremmo proprio buffa che riguardava un’ottuagenaria proprietaria di una ditta nel settore dei raggi X, la quale sembra gestisse il lavoro a schiaffoni, vale a dire trattando gli operai come ragazzini molesti e disobbedienti che si possono raddrizzare solo coi metodi delle nonne di questa (forse) nonna. Non scrivo però di questa storia milanese con Nonna Papera impazzita che corre dietro a pseudo n

Duo Capuçon-Ducros, mattatori a Città di Castello

Duo Capuçon-Ducros, mattatori a Città di Castello

Dopo un concerto di Renaud Capuçon e Jérôme Ducros – i due avevano suonato musica di Mozart, di Ravel e di Strauss (Richard è ovvio) – qualche perplessità serpeggiava tra gli esperti, tre gatti di numero, ma non in sala. Il pubblico, più o meno anonimo, pareva entusiasta, stregato al punto da sopportare un bis con musica di Massenet, da Thais, e da chiederne ancora; ma tra gli addetti correva voce che il duo di violino e pianoforte non avesse eseguito la musica dei tre autori indicati. . .

«Luci mie traditrici» di Salvatore Sciarrino a Bologna

«Luci mie traditrici» di Salvatore Sciarrino a Bologna

Forse perché… Non direi sia il caso di iniziare così, anche se ogni incipit è un po’ un problema. Ma c’è qualcosa di elementare e chiaro che può essere detto subito: la scorsa settimana, al Comunale di Bologna, è andata in scena per la prima italiana una pièce di Salvatore Sciarrino, Luci mie traditrici, la cui prima rappresentazione, ovviamente all’estero, risale alla fine degli anni Novanta. Che cos’è? A mio parere un faticoso incanto sulla vicenda di un comportamento oggi piuttosto di moda…

Keith Jarrett attraverso lo sguardo di Roberto Masotti

Keith Jarrett attraverso lo sguardo di Roberto Masotti

Stai leggendo il giornale in un bar sulla scogliera, di fronte al paesaggio di una città balneare e non credi alle tue orecchie. Hai sentito dire da una voce femminile che sta parlando con uno di quei trappoli che chiamano “telefonino”: “Che bello! Sembra una cartolina”. Per capire cosa significhi è necessario chiedersi cosa sia la realtà. Siamo di fronte a un qualcosa che si vede, ma ciò viene valutato (in questo caso positivamente) in relazione a un qualcosa, la cartolina, che è un’immagine…

Fabrizio Ottaviucci interprete di Alvin Curran

Fabrizio Ottaviucci interprete di Alvin Curran

Quello di Fabrizio Ottaviucci per AngelicA, il 19 gennaio nel teatro Sanleonardo è stato un concerto di rara qualità, cui è mancato, ma non a causa del musicista, quella pur minima partecipazione di pubblico da cui si ricava a volte l’incoraggiamento a proseguire. Ma nella sala, che non è grandissima, non c’erano nemmeno venti persone a seguire la piccola monografia pianistica di Alvin Curran allestita da Ottaviucci per l’occasione. Raramente finora la programmazione di AngelicA ha avuto così…

Un’«Elektra» irrisolta in scena a Bologna

Un’«Elektra» irrisolta in scena a Bologna

Bologna. Che buffo! Il Comunale ha un cartello pubblicitario che dice: “I titoli di lirica più celebri si alternano a inedite proposte e trascinanti spettacoli”. Naturalmente è pubblicità e perciò di nessun peso, ma apri il programma e trovi Carmen, Barbiere di Siviglia, Attila, Nozze di Figaro, Rigoletto e Werther. Tra queste s’infiltra “Vangelo opera contemporanea Pippo Delbono” (sic), che è un bravo coreografo della sofferenza, ma ci chiediamo cosa il titolo vorrà dire, un musical, Titanic…

Addio a Giorgio Gaslini, musicista dall’Io irrefrenabile

Addio a Giorgio Gaslini, musicista dall’Io irrefrenabile

Come musicista ha avuto una carriera piuttosto lunga che iniziò nel 1945 con Gil Cuppini, per decenni il batterista italiano, e Gino Stefani, suo coetaneo, negli anni Sessanta e Settanta semiologo della musica nel Dams di Bologna. Dodici anni dopo, durante la seconda edizione del festival del jazz di Sanremo, fece discutere i quattro gatti del mezzo mondo jazzofilo con Tempo e Relazione