Il metodo Abreu in Italia

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Gustavo Dudamel (foto di Chris Christodoulou)

[/wide] [box bg=”#ededed” color=”#000000″] ATTUALITÀ
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Nel nostro Paese si sta formando un sistema di orchestre infantili e giovanili ispirato al modello venezuelano e fortemente voluto da Claudio Abbado: i primi risultati dell’iniziativa sono stati presentati nel primo pomeriggio alla Scala, in previsione del concerto serale con la Sinfónica Simón Bolívar diretta da Gustavo Dudamel


di Francesco Fusaro


La conferenza stampa presso il Ridotto dei palchi Arturo Toscanini del Teatro alla Scala ha anticipato questo pomeriggio il concerto benefico delle ore 20 che vedrà protagonista la celebre compagine orchestrale venezuelana Simón Bolívar diretta dal giovane Gustavo Dudamel.

Il sottotitolo assegnato alla serata (La musica: una via di riscatto sociale per i giovani dei barrios) è indicativo della filosofia che sta alla base del celebre “metodo Abreu” (al centro anche di un recente documentario presentato all’edizione 2011 del Festival del cinema di Roma), del quale si è discusso oggi, fra gli altri, con Gustavo Dudamel, con l’assessore alla cultura del comune di Milano Stefano Boeri, con Maria Majno referente per la Lombardia del Sistema in Italia, con il presidente del Sistema delle orchestre e dei cori giovanili e infantili in Italia Roberto Grossi e con il presidente della onlus Fondazione Progetto Arca Alberto Sinigallia. Questi ultimi hanno fornito un resoconto delle attività sinora svolte dal Sistema orchestre italiano, una lodevolissima iniziativa volta ad impiantare il metodo venezuelano nel nostro Paese, favorendo l’educazione musicale presso fasce sociali e zone geografiche disagiate. Al momento attuale sono infatti circa cinquemila i bambini italiani coinvolti nella formazione musicale gratuita offerta dal Sistema, distribuiti in sedici nuclei di formazione riconosciuti ufficialmente che operano concretamente in otto regioni (Basilicata, Puglia, Lombardia, Piemonte, Lazio, Sicilia, Emilia Romagna e Veneto). Le speranze dei presidenti Grossi e Sinigallia sono innanzitutto di poter espandere e perfezionare – anche attraverso la formazione di docenti – le attività di una rete educativa fortemente voluta da Claudio Abbado – presidente onorario del Sistema italiano – e, in secondo luogo, di vedere riconosciuta a livello giuridico l’attività del sistema attraverso un apposito disegno di legge, presentato al Parlamento e in attesa d’esame.

Orchestra Simon Bolivar

Hanno colpito, durante la discussione, le parole di Gustavo Dudamel a proposito del rapporto tra educazione musicale e senso civico: “Ciò che potenzialmente può avvenire nel futuro dei bambini e dei ragazzi che studiano con noi è che essi, al di là di un’attività come professionisti nel mondo della musica, possono anche diventare cittadini consapevoli e fungere da esempio per la propria comunità“. Pensare che tutto ciò sia stato ispirato all’attività di ditatta di un celebre compositore italiano, Antonio Vivaldi, suscita un sentimento di speranza per la rinascita culturale – ancor prima che musicale – del nostro Paese e induce ad augurare ai promotori e alle persone coinvolte nel Sistema delle orchestre e dei cori giovanili e infantili in Italia il pieno raggiungimento degli obiettivi prefissati.

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L'autore: Francesco Fusaro

Musicologo, dj e giornalista, ha scritto per Amadeus, Rockit, Linkiesta, il Giornale della musica, DJ Magazine, Huffington Post. Ha partecipato a progetti artistici in Italia, Inghilterra, Marocco e Stati Uniti. Vive e lavora a Londra, dove conduce un proprio programma radiofonico per Shoreditch Radio.

Ci sono 5 commenti all'articolo

  1. Letizia

    Sul caminetto poggia la foto in bianco e nero di una bambina al pianoforte, la sera del suo primo saggio in pubblico a conclusione del corso di musica. Orgoglio e apprensione!…E nell’armadio ingialliscono gli spartiti di quegli anni… Li apro e mi meraviglio…ero davvero io? Quei pezzi così difficili di musica classica uscivano dalle dita di quella ragazzina? Chissà se oggi, dopo quarantacinque anni, potrei risuonarli…non credo proprio…
    Strabiliante potenzialità della gioventù! Sogni, sensibilità, fantasia, gioco, abilità, forse ingenuità…bisogno di apprendere, di esprimersi, di affermare la propria indole, magari opportunità di riscatto. In questo la musica arricchisce e sta in noi adulti il compito di rendere possibile la scoperta e la realizzazione di queste passioni.

  2. Cristina

    Sono un’insegnante di musica della scuola secondaria e da 30 anni, lotto, con grande fatica, per far comprendere il valore educativo e formativo di questa disciplina . Questa notizia, non può che rendermi felice e darmi la speranza che prima o poi, anche nel nostro paese ( fino a qualche secolo fa, fiore musicale dell’Europa), si riesca a rivalutare questa arte, in tutte le sue potenzialità espressivo-comunicative.
    Grazie a chei sta portando avanti questo meraviglioso lavoro!

    Cristina

  3. Angelo Bonaccorso

    Salve sono Angelo Bonaccorso un musicista siciliano e sono il direttore artistico del progetto “I giovani l’altra voce della musica” ispirato al progetto Abreu, abbiamo creato una stupenda realtà con il contributo dell’Anci e del Ministero delle politiche giovanili nei comuni di Viagrande, Trecastagni e Nicolosi in provincia di Catania, il progetto è costituito da ben 12 insegnanti tra archi, ottoni, fiati e teoria e solfeggio e ben 60 bambini…abbiamo dato precedenza a bambini in situazioni disagiate e abbiamo comprato a tutti strumenti, metodi, libri e leggii….spero di riuscire a continuare questo progetto e spero nella vostra collaborazione nel divulgare la nostra realtà…a presto
    Angelo Bonaccorso

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