MiTo, edizione 2013

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Benjamin Britten

Benjamin Britten

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Festival Presentata la settima edizione del festival che si terrà dal 4 al 21 settembre. Inizia invece l’8 giugno a Milano la sezione Fringe, il “fuorisalone” musicale


di Cecilia Malatesta


Un Festival ai limiti della sostenibilità; così il direttore artistico di MiTo Enzo Restagno ha aperto il suo intervento alla conferenza stampa dell’edizione 2013, lanciando il suo appello al nuovo governo affinché con la prossima finanziaria non ci sia nemmeno un euro di tagli al settore cultura. Con una forte riduzione dei finanziamenti pubblici e degli sponsor privati, questa settima edizione mette comunque in campo più di duecento eventi, dei quali quasi la metà a ingresso gratuito, gli altri a prezzi (più o meno) popolari.  Certo, il grande concerto di apertura che costava negli anni passati cifre intorno ai 150.000 euro da quest’anno sarà realizzato con un terzo del budget, ma è un bene che sia così, perché la qualità non subisce inflessioni e perché un festival che vuole prendere le distanze dalla filosofia dei grandi teatri, dal mondo “musica classica” istituzionale avvicinandosi democraticamente a tutto il pubblico, cercare vie alternative è cosa che deve fare.

Si inizia dunque il 4 e 5 settembre, rispettivamente a Milano e Torino, con la Akademie für Alte Musik Berlin e la Cappella Amsterdam dirette da Daniel Reuss per un concerto con musiche di Haydn, Brahms e la Messa in do minore K 427 di Mozart. Niente concertone popolare al Forum di Assago, ma un cartellone sinfonico ricco con nomi come quello di Temirkanov, Kremer, Brunello, Ughi e Accardo, e anche con qualche chicca, come la serata dedicata agli “scandali del 1913”, con il Sacre du printemps e la Kammersymphonie op. 9 di Schönberg diretta da Zubin Mehta con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino.

E siccome è anno di anniversari – ma quale non lo è ormai – voilà tutta l’opera pianistica di Rachmaninov, il tradizionale Focus dedicato in questa edizione a Britten – da condividere con un altro Benjamin, il compositore contemporaneo George Benjamin – e tre appuntamenti per Luciano Berio, a dieci anni dalla morte, con la presentazione del doppio dvd e libro edito da Feltrinelli che raccoglie tutte le puntate televisive di C’è musica e musica. Ancora, Corelli, i madrigali di Gesualdo da Venosa con l’ensemble La Venexiana di Claudio Cavina e le tradizionali messe cantate, Cherubini, Orlando di Lasso, de Machaut. Ennesimo omaggio a Giuseppe Verdi, questa volta con una versione jazz del Requiem affidata alla Giovanni Falzone Contemporary Orchestra, al Famedio.

Le due città quest’anno chiudono in contemporanea il 21 settembre con quattro super-eventi, serata Tango e Antonio Pappano con Brunello a Milano, Mehta e Venditti a Torino: festa per tutti.

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L'autore: Cecilia Malatesta

Nata a Milano nel 1986, dopo svariati anni di studi pianistici classici, decide di dedicarsi alla musica dal punto di vista teorico; si laurea così in Beni culturali, indirizzo musicologico, con una tesi sulle musiche di scena di Gipo Gurrado per il teatro di “Quelli di Grock”. Dopo un periodo di studio all’Université Rabelais di Tours (2009-2010), si innamora della Francia medievale e termina gli studi magistrali sotto la guida di Davide Daolmi con una tesi che propone una rilettura del mecenatismo musicale di Eleonora d’Aquitania. Ha collaborato con il Comune di Abbiategrasso alla realizzazione del Festival di teatro urbano “Le strade del teatro” (edizione 2007) e con l’Ufficio Ricerca Fondi Musicali della Biblioteca Nazionale Braidense. Attualmente è collaboratrice Rilm Italia e cerca la propria strada, sognando che s’incroci con quella della musica antica.

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