Monthly Archives: Marzo 2016

«Macbeth» in punta di piedi a Piacenza

«Macbeth» in punta di piedi a Piacenza

Pubblico numerosissimo e applausi convinti per tutti gli artefici dello spettacolo. Questo l’esito del Macbeth di Verdi andato in scena il 18 marzo 2016 al Teatro Municipale di Piacenza. Il dato è di per sé significativo, poiché la sfida era di quelle ardue: sia perché si trattava di un allestimento originale, interamente prodotto dall’istituzione piacentina, sia perché il titolo scelto è un osso duro. Composto nel 1847 per La Pergola di Firenze e revisionato diciotto anni più tardi per il Théâ

Mariss Jansons al Teatro alla Scala

Mariss Jansons al Teatro alla Scala

L’understatement sembra essere il filo conduttore che lega la presenza di alcuni direttori che si ascoltano alla Scala in questo periodo, alla testa delle formazioni orchestrali da loro plasmate nel corso di lunghi anni di lavoro comune. È accaduto giorni fa con Fischer e l’Orchestra di Budapest ed è stata la volta ieri sera di Mariss Jansons e dei musicisti dell’orchestra della Radio bavarese, che hanno offerto una esecuzione di straordinario livello della settima sinfonia di Šostakovič, molto

Emozionante «Roberto Devereux» al Carlo Felice di Genova

Emozionante «Roberto Devereux» al Carlo Felice di Genova

Davvero ghiotta l’opportunità offerta dal Carlo Felice di Genova, con la messinscena di un titolo se non proprio raro, certo oggi di non frequente circolazione e si tratta del donizettiano Roberto Devereux. Aver messo in cartellone in un nuovo ed elegante allestimento siffatta opera, datata 1837 che con l’antecedente Anna Bolena (1830) e Maria Stuarda (1834) costituisce una sorta di organica ‘trilogia inglese’ di soggetto storico (la trilogia delle regine), fa senza dubbio onore al Carlo Felice.

«La Gilda Furiosa» a Rovereto. L’esordio di Stefano Benni librettista

«La Gilda Furiosa» a Rovereto. L’esordio di Stefano Benni librettista

«Voglio vedere finalmente qualche bastardo che la paga». Stefano Benni, sì, proprio lui, al suo esordio in qualità di librettista stravolge i tòpoi delle trame operistiche: alla famosa Gilda del «Ah, s’egli al mio amore divenne rubello, Io vò per la sua gettar la mia vita…» in Rigoletto, sostituisce una Gilda nuova, forte, consapevole: «[…] dall’inizio io son condannata / canta l’aria e il pubblico incanta / tanto sai che poi morirai / e i Duchi di Mantova non muoiono mai!». Ecco dunque che

Al Regio di Torino una «Cenerentola» cinematografica e pirotecnica

Al Regio di Torino una «Cenerentola» cinematografica e pirotecnica

Una nuova produzione dell’inossidabile Cenerentola è andata in scena al Regio di Torino martedì 15 marzo 2016 (ci resta per complessive otto recite con doppio cast). L’allestimento è a cura del Regio, la produzione originale (novità per l’Italia) proviene da Malmö Opera. Sul podio Speranza Scappucci, una massa di capelli fulvi, sguardo penetrante, modi affabili e, nel contempo, molta grinta e determinatezza. Una carriera tutta in ascesa. Solidi studi, un debutto internazionale. . .

«Bastien und Bastienne», il giovane Mozart

«Bastien und Bastienne», il giovane Mozart

Probabilmente commissionato al dodicenne Wolfgang nientemeno che dal famoso Conte Anton Mesmer, che lo fece rappresentare nei giardini della propria magione viennese, il Singspiel Bastien und Bastienne appartiene alla scia di tutti quei lavori di stampo arcadico che presero origine dal Devin du village di Rousseau (1752). In particolare la parodia di Favart (“Les amours de Bastien et Bastienne”) dell’anno successivo venne rappresentata anche a Vienna poco più tardi e da questo lavoro venne . . .

«Otello» e «Barbiere», Rossini a Vienna

«Otello» e «Barbiere», Rossini a Vienna

La circostanza per cui il Theater an der Wien e la Wiener Staatsoper si sono ritrovati a rappresentare in giorni susseguenti l’Otello rossiniano ed il Barbiere è sembrata particolarmente centrata per via di due ulteriori ricorrenze: il bicentenario di entrambe le opere (rispettivamente Roma e Napoli, 1816) ed il 54° compleanno dello stesso Rossini (29 febbraio). Se poi vi si aggiunge l’anniversario del 23 marzo 1822, data in cui il compositore pesarese arrivò a Vienna con la moglie Isabella . .

Schallfeld Ensemble a Milano

Schallfeld Ensemble a Milano

Sala gremita quella dell’Auditorium Lattuada di Milano lo scorso 24 febbraio per l’esibizione dello Schallfeld Ensemble, formazione nata in Austria, a Graz, e pressoché interamente votata all’esecuzione e alla ricerca del repertorio contemporaneo. Si tratta di un gruppo giovane, tanto per il dato puramente anagrafico dei suoi membri quanto per gli anni di attività sulle spalle (lo Schallfeld si è formato nel 2011) e purtuttavia trattasi di una tra le più interessanti realtà operanti sulla scena

Il duo Baglini-Chiesa a Roma

Il duo Baglini-Chiesa a Roma

Quando si parla della musica per pianoforte e violoncello balza alla mente un repertorio vasto, di rara bellezza e di grandi interpreti: si sussulta riascoltando Benjamin Britten al pianoforte e Mstislav Rostropovič al violoncello. Ci commoviamo pensando all’angelico volto di Jacqueline Mary du Pré e ci si strugge al suono meraviglioso del suo violoncello. Col Daniel Barenboim pianista e direttore, poi, ci hanno regalato pagine di miracolosa bellezza al di là della loro storia personale.

Mariss Jansons, filo diretto con Šostakovič

Mariss Jansons, filo diretto con Šostakovič

Dirigere le sinfonie di Dmitrij Šostakovič per Mariss Jansons significa tornare alle proprie radici. Da giovane il lettone è stato assistente di Evgenij Mravinskij, direttore “storico” dei Filarmonici di Leningrado con i quali aveva eseguito molte opere del compositore in prima assoluta. Nel corso degli anni Jansons, uno dei più rinomati direttori d’orchestra dei nostri tempi, ha inciso tutte le quindici sinfonie di Šostakovič con orchestre di prim’ordine in Europa e negli Stati Uniti, tra cui..

Czech Philharmonic: Dvořák magico con Jiří Bélohlávek

Czech Philharmonic: Dvořák magico con Jiří Bélohlávek

Serata di indicibili emozioni, per la stagione di Lingotto Musica, lunedì 29 febbraio 2016, con la Czech Philharmonic diretta dal fuoriclasse Jiří Bélohlávek e un programma per due terzi orientato sul nume tutelare Dvořák (avrebbe dovuto essere per intero dedicato all’autore boemo, ma poi dalla scaletta è scomparso il previsto Concerto per violino). Piatto forte della serata la Sesta Sinfonia che – purtroppo – (nella media) si ascolta poco, quanto meno non così di frequente come la superba . . .